PINTXOS

Tradizione basca…. sinceramente mi pare una evoluzione moderna di qualcosa di semplice, arrivata ad una notorietà in loco talmente alta da essere diventati  una delle cose caratteristiche dei Paesi Baschi, di cui non poterne  fare a meno quando si visitano tali posti.

I banconi dei bistrot e dei bar ne sono letteralmente invasi, alcuni occorre chiederli, altri possono essere prelevati da soli, il costo è di 2-3 euro al pezzo, alcuni si mangiano caldi altri freddi.

Sono l’alternativa basca alle tapas ed il nome deriva dallo “stuzzicadente” che li tiene assemblati.

Preparando i pintxos (pronuncia tipo “pincios”) si può dar libero sfogo alla fantasia più sfrenata, si inventa, esistono  gare tra i vari bar con relativi premi.

Personalmente li ho trovati buonissimi ma, non corrisponde al mio modo di mangiare, nel senso che per prenderli normalmente occorre letteralmente tagliare in due la folla assiepata e seduta davanti al bancone, trovare un posto a sedere è complicatissimo, e spesso ci si ingozza in piedi. Non è proprio rilassante insomma, tranne rare eccezioni ovviamente. Per un discorso commerciale ormai la maggior parte dei locali li offrono, dividendo lo spazio in due: una per i pintxos davanti al bancone, e l’altra con i tavoli a sedere con il menù tradizionale e i camerieri.

In questo caso ho un pò inventato e un pò copiato, alcuni li ho preparati con ingredienti freschi  partendo da zero altri, al contrario, completamente “finti”, ovvero con ingredienti già pronti.

INGREDIENTI:

sono talmente tanti gli ingredienti che conviene scriverseli leggendo la descrizione della preparazione, non ha senso elencarli.

Patata lavata 🙂

Pelate la patata e riducetela in tocchetti.

Lessate i cubetti in acqua salata sino a quando una forchetta riesce facilmente ad infilzarli.

Raffreddate i tocchetti ed unite maionese e wasabi (la pasta verde al  rafano che si utilizza per mangiare il sushimi)

Lavorare gli ingredienti sono ad ottenere un puré in forma.

Lavate i friggitelli.

Eliminate come un coperchio la parte del picciolo, incidendo in tondo e ruotando, quindi pulite l’interno e sbattete per eliminare gli ultimi semi.

Scaldate olio evo in una padella.

Utilizzate sale della camargue, grossolano.

Saltate in padella sino a fare imbrunire.

Trasferite su carta assorbente.

Uova di quaglia.

Scaldate olio evo in una padella.

Rompete l’uovo in un bicchierino. Considerate che il guscio è friabile come le uova di gallina ma, la pellicina interna invece è molto più resistente

Come vedete quello venuto come deve venire un uovo all’occhio di bue è quello al centro. Versate prima una parte dell’albume e, solo quando si sarà rappreso, adagiatevi al centro il resto dell’albume con il tuorlo. Fate andare sino a quando il tuorlo non risulta solo leggermente morbido, non liquido insomma.

Affettate il pane, filone di grano duro, in fette spesse.

Cominciamo con il primo:

Adagiate sulle fette abbondanti frigitelli.

Aprite il patanegra… costicchia..

Adagiate abbondante patanegra.

Adagiate l’uovo di quaglia all’occhio di bue. Infilzate con uno stuzzicadenti.

Andiamo col secondo:

formate uno strato spesso con il purè prima preparato.

Adagiate delle foglie di misticanza.

Due fette di kiwi o avocado.

Due metà di  pomodorini  impilate.

Infilzate con uno stuzzicadenti e deponete due filetti di acciuga in salsa piccante.

Terzo:

formate uno strato spesso di hummus.

Cospargete di prezzemolo tritato, paprika dolce e un giro di olio evo.

Adagiate sopra all’hummus una falafel (polpette di legumi mediorientali).

Impilate un peperoncino ripieno al tonno ed infilzate con uno stuzzicadenti.

Ed ora tutti insieme.

Fabio

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CHORIZO A LA SIDRA

Da un recente viaggio nei Paesi Baschi ho riportato  due tradizioni culinarie, la prima è appunto il chorizo a la sidra, la seconda sul prossimo articolo. C’è innanzitutto da dire che in quei posti si mangia davvero bene, è una delle zona più densamente popolate di ristoranti stellati ma, il massimo sono gli asador, pesce e carne. In particolare la carne è spettacolare, catalogata in base agli anni dell’animale ma anche in base ai mesi di frollatura… costi di conseguenza. In questo caso la ricetta del’articolo è originaria dei Paesi Baschi ma diffusa in tutta la Spagna.

Semplicissima ma occorrono gli ingredienti spagnoli… il sidro appunto, ed il chorizo. Ovviamente può essere realizzata con ingredienti simili italiani, salsiccia rossae vino bianco ma non è la stessa cosa.

Il sidro vero, quello di basco ha un’acidità che ricorda quasi l’aceto, è proprio un’altra cosa rispetto al vino ed anche rispetto ad altri sidri.

INGREDIENTI:

chorizo

sidro

alloro.

Lo cuociono anche in rondelle quando è di diametro più grande, ma di questa dimensione a me piace come in foto.

Bucherellate la salsiccia e aggiungete alloro.

Coprite di sidro e portate a bollore. Quindi abbassate la fiamma e fate andare almeno mezz’ora con coperchio appoggiato e sollevato.

Eccolo, personalmente nel mangerei a chili.

Fabio