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LA CASSATA DEGLI AMICI

Cassata siciliana ma… ma.. per il Pan di Spagna è stata utilizzata la ricetta di Simone da giovane, e per la cassata la ricetta dell’ Ubaldo.

I canditi non sono quelli classici ma canditi di un maestro di canditura, biologici.

E’ una cassata non estremamente stucchevole, gli zuccheri sono molto dosati… pur restando una cassata!

Considerate di cominciare il giorno prima.

INGREDIENTI:

uova

zucchero

farina

fecola di patate

limone

ricotta di pecora

zucchero al velo

cioccolato fondente

liquore all’arancia (tipo Cointreau)

pasta di mandorle (marzapane)

colorante per alimenti, verde

canditi

sale.

Sgocciolate per bene la ricotta, rigorosamente di pecora (Ubaldo la usava di mucca… ummmmh)

Setacciate la ricotta mediante un colino.

Considerate lo zucchero a velo.

Aggiungetelo alla ricotta.

Aggiungete un bicchierino di liquore all’arancia.

Sbattete per bene sino ad ottenere una crema liscia.

Sbriciolate del cioccolato fondente.

Incorporate il cioccolato nella ricotta.

Mescolate, coprite con pellicola e mettete in frigo alcune ore.

Imburrate ed infarinate una teglia.

Separate gli albumi dai tuorli di 8 uova. Ponete gli albumi in frigorifero.

Pesate lo zucchero.

Aggiungete lo zucchero ai tuorli.

Spremete 1 limone.

Sbatette i tuorli con lo zucchero ed il succo di limone.

Pesate la farina (100 g)

Pesate la fecola (75 g) (100 farina + 75 fecola). Mescolate la fecola con la farina.

Aggiungere la miscela farina/fecola, in porzioni, alla crema di tuorli d’uova, sbattendo.

Togliete gli albumi dal frigo, aggiungete una presa di sale e montate a neve, più ferma che si può. Considerate che il Pan di Spagna non contiene lievito, per cui tutto lo spessore che la torta avrà, sarà dovuto a quanta più aria riuscite ad incorporate: avrete capito che questo è il segreto di un buon Pan di Spagna.

Incorporate (a mano) gli albumi a neve, mescolando largamente dal basso verso l’alto.

Trasferite l’impasto nella teglia imburrata e infarinata.

Cuocete a forno pre-riscaldato a 180°C per 45 minuti. Togliete dal forno e fate raffreddare.

Preparate il canarico ubriaco: metette a bollire acqua, zucchero e scorze di limone. Dopo qualche minuto di bollore, spegnete la fiamma, lasciate raffreddare e aggiungete un bicchierino di liquore all’arancia.

Prendiamo il marzapane.

Prendiamo il colorante verde, io ne  ho trovato uno vegetale.

Lavoriamo il marzapane con il colorante.

Stendete il marzapane in un filare su carta forno. Coprite con altra carta forno e appiattite con un mattarello.

Ritagliate quanto ottenuto, eliminate con la forbice anche la carta forno che sporge dalla striscia.

Cospargete di zucchero al velo.

Foderate il bordo di una teglia tonda e svasata con la striscia di marzapane colorato, ponendo a contatto la carta forno con la parete della teglia.

Ponete il Pan di Spagna su un tagliere.

Affettate il Pan di Spagna e disponete le striscie a foderare la teglia. Inumidite, senza esagerare, con il canarino ubriaco.

Versate la crema di ricotta e livellate.

Ricoprite con altre fette di Pan di Spagna, inumidite con il canarino ubriaco. Coprite con pellicola e fate riposare una notte in frigoifero.

Estraete la cassata dal frigo e rivoltate sformando su di un piatto.

Andiamo con la glassa… zucchero a velo trasferito in un pentolino, qualche cucchiaio di acqua, mescolate ed aggiungete acqua poco alla volta fino a raggiungere una consistenza cremosa.

Scaldate fino al primo bollore, mescolando di continuo, per fludificare.

Mettete in disordine la cucina, così come in foto  (è uno scherzo ovviamente),e quindi, colare la glassa.

Inondate di canditi.

Fabio

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TENTATA FUGA (FINGER FOOD)

..Due gamberi si travestono da maiali e tentano la fuga…. rimanendo trafitti dai sistemi di sicurezza.

INGREDIENTI:

mazzancolle

lime

bacche rosa (pepe rosa secco)

pancetta arrotolata

olio EVO

brandy

mango

lamponi

menta.

Pulire le mazzancolle eliminando le teste, le zampette e il guscio, lasciando la coda  e l’ultima falange.

In un mortaio sbiciolare le bacche rosa.

Spremere un lime.

Marinare le mazzancolle con lime e bacche rosa, tenere in frigo coperte da pellicola per 3 ore.

Trascorso il tempo della marinatura scoggiolare i crostacei.

Arrotolare ciascuna mazzancolla con una fettuccia di pancetta.

Frullare il mango.

Scaldare poco olio in una padella antiaderente.

Saltare le mazzancolla circa 1 minuto per lato, quindi sfumare con poco brandy.

Formate una base con il frullato di mango, appoggiarvi sopra una foglia di menta ed un lampone.

Infilzare un lime con gli stecchi grandi, quindi affettare il lime. Praticate una incisione nella parte inferiore della fetta di lime. Infilzare le mazzancolle ed appoggiare lo stecco sul bicchiere, inserendone il bordo nella fetta di lime.

 

Fabio

 

TORTA FACEBOOK

Il nome di questo dolce è dovuto semplicemente al fatto che un giorno, scorrendo facebook, mi è apparsa questa ricetta, che ho valutato avere un senso… nel suo piccolo.

INGREDIENTI:

uova

zucchero

mascarpone

farina 00

marmellata

lievito vanigliato per dolci.

Come prima cosa rompete le uova in una ciotola, senza separare albumi e tuorli.

Pesate lo zucchero.

Pesate la farina.

Pesate il mascarpone.

Procuratevi una bustina di lievito vanigliato

Sbattete le uova.

Incorporate il mascarpone.

Incorporate la farina miscelata con il lievito, in porzioni: la successiva dopo aver fatto assorbire la precedente.

Date un’ultima mescolata.

Imburrate ed infarinate una teglia a cerniera.

Trasferite il composto all’interno della teglia.

Livellate.

Versate la marmellata sull’impasto in quattro porzioni. Io ho utilizzato la marmellata di amarene.

Con uno stecco, tipo bacchetta per giapponese, incorporate la marmellata nell’impasto mediante movimenti circolari.

Il risultato deve essere come quello in foto.

Inforate in forno statico preriscaldato a 180°C per 40-45 minuti. Assicuratevi della cottura, trascorso tale tempo, bucando il centro della torta con uno stecchino, che dovrà risultare pulito dopo essere stato estratto. Considerate che questa torta rimarrà comunque un pò umida.

Cospargete la superficie con zucchero a velo e trasferite sul piatto da portata.

Fabio

I TORTELLI DELLA MIRANDOLA

Una introduzione è d’obbligo. I tortelli cremashi sono una piatto ultra-tipico della città di Crema.  Come per tutte le ricette uniche e simbolo di una città, anche per questa, vi sono gli integralisti e le confraternite che aborrono qualsiasi deviazione dalla ricetta filologica. C’è comunque da dire che ogni frazione o contrada e addirittura ogni famiglia apporta una variazione e magari aggiunge un ingrediente segreto! In questa ricetta, per esempio, manca la mentina grattugiata e, per compensare  e bilanciare la particolare dolcezza del piatto, la preziosissima sciura Maria, che mi ha donato la sua ricetta,  e alla quale vanno il mio affetto ed i miei ringraziamenti,  utilizza una piccola quantità di tacchino per il ripieno. Anche per la pasta vale la stessa cosa, in questo caso è aggiunto un uovo, e la farina è 00. In ultimo anche la forma potrebbe suscitare contestazioni ma, anche in questo caso, ogni famiglia ci mette del suo. Quindi deponete le armi e leggete 🙂

Una menzione particolare è dovuta a due ingredienti particolari e reperibili solo nella zona di Crema: gli amaretti gallina e il mostaccino. I primi sono speciali amaretti al cioccolato ed il secondo un biscotto caratterizzato da una variegata miscela di spezie.

INGREDIENTI:

farina 00

uova

amaretti gallina

mostaccino

cedro candito

noce moscata

formaggio parmigiano

cognac o brandy

olio evo

acqua

salvia

burro.

Cominciamo col trasferire circa 200 grammi di  cedro candito su un tagliere e procuriamoci una mezzaluna.

Con molta pazienza il cedro deve essere finemente triturato.

Predisporre circa 150 grammi di tacchino su un tagliere e soddividerlo in striscioline.

Trasferire olio di oliva extravergine (evo) in una padella antiaderente e scaldare.

Saltare il tacchino e a fine cottura salarlo leggermente.

Trasferire il tacchino cotto sol tagliere.

Con pazienza tritare finemente il tacchino.

Circa 700 grammi di amaretti gallina devono essere ridotti in polvere, a porzioni, mediante un mattarello ed utilizzando, per comodità di rasferimento, della carta forno come copertura del piano di lavoro.

Poco alla volta.

Sino quasi ad ottenere una farina grossolana.

Grattugia e mostaccino.

Si va di grattugia sino ad ottenere una farina di biscotto.

Ben 300 grammi di parmigiano grattugiato.

Riunire gli ingredienti  appena preparati in una ciotola: cedro, amaretti, mostaccino, formaggio, e grattugiare una mezza noce moscata, oltre ad aggiungere mezza tazzina di brandy.

Rompere un uovo e sbatterlo.

Amalgamare il tutto sino ad ottenere una pasta semisolida. Non occorre altro liquido, solo mani robuste e tempo. Lasciate riposare il ripieno, coperto con la pellicola, per almeno 30 minuti.

Predisponiamo per preparare la sfoglia.

Portare all’ebolizione dell’acqua e munirsi di mestolo.

Incoprorare in un chilogrammo di farina un uovo e sbriciolare il composto ottenuto. A questo punto aggiungere l’acqua bollente un mestolo per volta ed impastare. Vista la temperatura dell’acqua, inizialmente utilizzare un cucchiaio di legno e poi le mani.

La consistenza della pasta deve essere solida ma anche un pò elastica.

Ad ogni modo, anche se inizialmente la pasta sembra dura, lasciandola riposare sotto una ciotola di vetro capovolta per almeno un’ora, la pasta si ammorbidirà e sarà adatta per essere tirata con l’apposita macchina a rulli. Ovviamente, in assenza della macchina a rulli, un mattarello è adatto. La sfoglia deve essere sottile (3 millimetri?) ma non troppo, in quanto non deve rimpersi né durante la preparazione dei tortelli né tantomeno in cottura.

Una volta tirata la sfoglia, se utilizzate la macchina non fatene più di due alla volta, altrimenti asciuga, ritagliate dei rettangoli. I puristi credo utilizzino la forma circolare invece.

Deponete al centro di ogni rettandolo un cucchiaino da caffè di ripieno.

Ribaltate metà del rettangolo sull’altra metà, sigillate facendo pressione sui bordi  con le dita, picchiettando, e contemporaneamente, nel chiudere il tortello, eliminare l’aria. Pizzicate il bordo in eccesso in maniera progressiva e sovrapponendo i lembi. Si parte dal centro verso un estremo e poi ancora dal centro verso l’altro estremo.

Andate avanti sino a terminare la pasta.

Lavate, sfogliate ed asciugate la salvia.

Sciogliete il burro in un padellino a fiamma non troppo alta.

Soffriggete la salvia.

I tortelli hanno un tempo di  cottura che dipende dallo spessore della pasta, normalmente 20 minuti. Portate ad ebollizione l’acqua, salate, tuffateci dentro i tortelli ed abbassate la fiamma. Di tanto in tanto muovere i tortelli.

La scolatura non è da fare utilizzando uno scolapasta ma mediante una schiumarola.

Trasferite i tortelli in una pirofila, cospargete di formaggio parmigiano grattugiato e irrorate col burro fuso con la salvia.

Fabio

BRIOCHES COL NASO

La ricetta originale non prevede l’uso di canditi ed uvetta, anche perchè queste brioches, che poi altro non sono che panini dolci, si utilizzano per accompagnare la granita di mandorle o limone, o da riempire con il gelato. Dovendole portare a chi le avrebbe mangiate da sole, ed essendo questi ospiti abituati alla bisciola, ho pensato di sofisticarle…

La ricetta, senza uvetta e canditi, è di proprietà di un cugino di mio papà che, possedendo una pasticceria quando eravamo bambini, decise, per amicizia, di rivelarcela.

INGREDIENTI:

burro

farina

lievito di birra

zucchero

vanillina

uova

(arancia candita)

(cedro candito)

(uvetta)

sale

acqua.

Pesate il burro… oh, il display si è spento…sono solo 100 grammi.

La farina 00, la confezione intera.

Considerate 1 cubetto di lievito di birra per ogni mezzochilo di farina… quindi 2 cubetti.

Zucchero, 100 grammi, a cui aggiungerete 10 grammi di sale e la vanillina.

Le uova.

La vanillina.

Cedro e arancia canditi

Uvetta.

Mettete l’uvetta a mollo in acqua tiepida e fate rinvenire per 30 minuti. Poi strizzatela perfettamente ed asciugatela.

Accqua quanto basta per ottenere un impasto elastico.

Ponete i cubetti di lievito in acqua tiepida e lasciate ammollare.

Mescolate fino a dissoluzione completa.

Suddividete la farina in due porzioni, una più piccola dell’altra. (1/3 e 2/3)

Impastate la porzione di farina più piccola con la sospensione di lievito.

Otterrete una pasta molto morbida.

Aggiungete alla porzione più grande di farina le uova intere, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, lo zucchero col sale e la vanillina.

Impastare sino ad ottenere una sbriciolata.

Aggiungere la farina precedentemente lavorata con il lievito.

Impastate utilizzando, se necessario, altra acqua, sino ad ottenere un impasto tipo pizza: elastico.

Aggiungete a questo punto l”uvetta ed i canditi.

Incorporate impastando.

Formate le brioches, due pallotte sovrapposte, la più piccola sulla più grande, disponete su carta forno e lasciate lievitare. Dovranno diventare almeno il doppio della dimensione originale. Comunque occorrono non meno di tre ore e mezza. Considerando la lievitazione, non fate le brioches troppo grandi (il palmo di una mano), e non posizionatele troppo ravvicinate.

Lasciate lievitare.

Infornare a 180°C per 20 minuti, estrarete dal forno, spennellate con 1 uovo sbattuto a cui avrete aggiunto pochissimo latte o dell’acqua, e fate asciugare per qualche altro minuto in forno.

Fabio

 

PAVLOVA TROPICAL (LA SIMONA)

Questa è una versione alternativa alla pavlova classica già descritta in questo blog.

Proprio per questo non descriverò come ottenere la base, basta cliccare sul link, ma partirò da lì in poi.

INGREDIENTI:

albumi (di 6 uova)

zucchero fine (250 g)

cremor tartato (2 g)

sale (1 pizzico)

estratto di vaniglia

maizena (15 g)

aceto di mele (1 cucchiaio)

mango

papaya

alchechengi

frutti della passione

zenzero candito

menta fresca

panna (500 ml).

Dopo aver ottenuto la base di meringa, croccante fuori e morbida all’interno, ponetela su un piatto di portata.

Lavate e sbucciate una papaia matura ma in forma.

Eliminate i semi e tagliatela in piccoli mattoncini.

Fate altrettanto con il mango.

E con il kiwi, ottenendo dei triangoli spessi.

Riducete dello zenzero candito in fiammiferi.

Purtroppo non era disponibile il frutto della passione, ma se lo trovate è da trattare come nella versione classica della pavlova.

Infine lavate ed asciugate gli alchechengi

Prelevate la panna dal frigo, deve essere montata fredda..

Addizionate lo zucchero e montate (deve essere molto ferma).

Riempire la parte cava della base con la panna ottenuta.

Decorate

Fabio