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COLORI DEL CAVOLO – la chimica in cucina

Dunque… se vi troverete a preparare una ricetta con del cavolo rosso,

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come per esempio i classici crauti, vedi sezione “contorni”, avrete di certo una sorpresa quando, dopo aver messo a bagno le foglie affettate nell’acqua del lavello, e le avrete poi trasferite in un colapasta, vi troverete difronte ad un colore azzurro acciaio intenso dell’acqua di lavaggio.

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Questo fenomeno è causato dal rilascio delle antocianine, della famiglia dei flavonoidi, contenute in tanti frutti rossi e non ultimo nel vino. La particolarità di queste sostanze, oltre al benefico effetto antiossidante, è che sono degli indicatori sensibili al pH delle soluzioni, ovvero alla loro acidità/basicità, assumendo varie colorazioni a seconda, appunto, dell’acidità della soluzione stessa . Il colore blu impartito all’acqua è indice di pH compreso tra 5 e 7, ovvero piuttosto neutro, se provate ad aggiungere aceto o succo di limone, osserverete un repentino cambiamento (viraggio) dal blu al rosa o rosso a seconda dell’acidità raggiunta. Qualora aggiungeste delle sostanze basiche vedreste il viraggio verso il verde.

Per questo esperimento dovreste far bollire 1/4 di cavolo rosso in acqua, poi lasciare raffreddare il tutto, per poi filtrare il liquido di cottura intensamente colorato di azzurro.

Nel mio caso ho usato come soluzione di partenza la marinata dei crauti (vedi sezione “contorni”) che però essendo già acida per via dell’aceto presentava una intensissima colorazione viola.

Quindi parto da questa:

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probabilmente in foto non si apprezza il colore per via della intensità.

Ad ogni modo diluendo varie aliquote con un pò di acqua in piccoli recipienti separati, otterete tante aliquote di un bel fucsia trasparente. A questo punto procuratevi tutto ciò che avete in casa e che può condizionare il pH di una soluzione: limone, aceto, bicarbonato di sodio, qualche detersivo contenente acido in genere o acido cloridrico (es. acido muriatico o disoncrostante per WC) , qualcosa di molto basico come per esempio la polvere o i fluidi per lo sgorgo degli scarichi, generalmente a base di idrossidi o di ammine.

Aggiungete piccole quantità di quanto sopra descritto nelle vostre aliquote ed osserverete variare il colore iniziale. Verso il rosso aumentando l’acidità, verso il giallo passando dal verde aumentando la basicità. Anche le aliquote già trattate possono essere addizionate dei suddetti ingredienti, in questa maniera otterrete una miriade di colori dipendenti dal pH ottenuto. Nel mio caso avendo solo sei provettoni (originariamente contenevano vari tipi di sale), ho selezionato i colori più significativi…. l’ultimo, il giallo, era talmente chiaro che non sarebbe risaltato dalla foto.

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1. acido cloridrico

2. limone

3. aceto

4. è il colore del succo puro in acqua – partendo dalla marinata dovrete alzare un pò il pH con del bicarbonato per ottenerlo

5.bicarbonato

6. idrossido di sodio

Buon divertimento.

 

Fabio

ASCIUGARE L’ INSALATA

Se in casa non avete una centrifuga o, come spesso capita, l’avete distrutta, asciugate la lattuga, o qualsiasi verdura a foglia che va gustata asciutta, come facevano le nonne. Ponete la verdura in un canovaccio pulito, fatene un fagotto riunendo i quatro lembi, e afferrando saldamente il tutto dai quattro lembi riuniti, cominciate a farlo roteare. In sostanza state centrifugando a mano. Ah… fatelo su un terrazzo o affacciati alla finestra 🙂

RIANIMARE LE PATATE

Se avete a disposizione delle patate un pò “ammosciate”: non buttatele. Sbucciatele e immergetele in una ciotola di acqua. Per un effetto cellulare  causato dal fenomeno dell’ osmosi, e noto come “deplasmolisi”,  le patate riacquisteranno il loro primitivo turgore.

La deplasmolisi è quell’effetto per il quale, per via del fenomeno dell’osmosi,  attraverso una membrana semipermeabile, in questo caso la membrana cellulare, le molecole di solvente di una soluzione meno concentrata (in questo caso acqua pura) tendono a migrare verso una soluzione più concentarata (in questo caso la soluzione intracellulare che, avendo perso acqua si è, appunto, concentrata). Volendo fare un’ analogia , è una sorta di fenomeno tipo quello identificato come “dei vasi comunicanti”, che tende a fare ottenere, in questo caso, da entrambi i lati della membrana cellulare la stessa concentrazione per entrambe le soluzioni.

Se le patate però, sono troppo essiccate, il che vuol dire che le cellule delle povere patate hanno subito una plasmolisi avanzata, allora tutto sarà inutile, per cui, utilizzatele per comporre un centrotavola rustico 🙂

Fabio

idee per toast

Qualcuno ci sarà già arrivato di certo, anche perchè ne esiste già una versione commerciale di questo espediente, ma un pò costoso. Se siete stanchi di imbrattare il tostapane, di sottilette e briciole, ogni volta che preparate un toast, dunque applicate questo accorgimento, avvolgete il toast nella carta forno nella seguente maniera.

toast 1

toast 2

toast 3

toast 4

toast 5

Come potete notare le “alette” sono da piegare una da un lato ed una dall’altro, se lo fate dallo stesso lato rischiate di non cuocere bene il tost dal lato con la doppia aletta.

Un’altro consiglio è quello di utilizzare delle sottilette che si fondono senza colare. Quelle che, secondo me, sono le migliori per questo scopo, sono le “Tigre”.

Fabio