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SPAGHETTI ALLA CARBONARA

Tra le varie ipotesi sull’origine del nome, quella che mi convince di più è quella che, visto l’utilizzo massiccio di pepe nero, trova un’ analogia tra il nero del pepe e quello del carbone.  C’è chi la preferisce con il condimento semisolido, ma io sono per la versione cremosa.

INGREDIENTI:

uova – grandi, extrafresche, dal momento che non vengono praticamente cotte. Questa volta un’ indicazione sulle quantità: per una quantità abbondante di pasta  per due persone,  io utilizzo un uovo intero ed un tuorlo. Questa proporzione è dovuta, appunto, alla consistenza cremosa che voglio ottenere, troppo bianco fa rapprendere il condimento.

formaggio – preferisco utilizzare solo il parmigiano reggiano, grattugiato ovviamente, anziché una proporzione 1 a 3 di pecorino romano e parmigiano, in questo caso il gusto è molto più deciso.

guanciale – non mi utilizzate la pancetta!!! Tagliato a piccoli cubetti.

olio di oliva extravergine – delicato se volete allegerire il gusto ma, direi di darci dentro con un olio dal gusto robusto.

cipolla – rossa di tropea, affettata finemente, poca. Questa, ricordo, è la mia ricetta, i puristi probabilmente avranno la loro.

pepe nero – in polvere. Io ne utilizzo una parte nell’uovo e formaggio, quindi  crudo, ed una parte nel guanciale soffritto nell’olio, quindi cotto.

vermicelli – perchè non amo i bucatini; con questa scelta cerco di mantenere comunque un diametro della pasta di tutto rispetto. Per me è necessario vista la consistenza densa del condimento.

vino bianco – poco, pochissimo; a mio parere l’acidità del vino tende a contrastare il retrogusto dei grassi di questo condimento. Aggiunta opzionale e personale.

Il tempo che impiego a preparare questa ricetta è pari al tempo di cottura della pasta, il tipo che io utilizzo cuoce in 14 minuti.

Nel frattempo che la pasta cuoce in abbondante acqua bollente e salata, preparo in una padellina l’olio extravergine, i cubetti di guanciale, la cipolla ed il pepe.

GUANGIALE CRUDO

Faccio rosolare il tutto a fiamma bassa, il guanciale mi piace croccante fuori ma morbido complessivamente. Spengo la fiamma quando l’ aspetto risulta come nella seguente foto:

GUANCIALE COTTO

Mentre il guanciale e la pasta sono in cottura, preparo la crema di uovo, unendo le uova, il formaggio ed il pepe nero. Prima di incorporare gli ultimi due ingredienti sbatto leggermente le uova, non essendo una frittata, basta veramente poco. La quantità di formaggio da utilizzare deve essere tale da rendere il composto spugnoso:

CREMA UOVO

Una volta cotta la pasta, elimino l’acqua con l’ausilio di un colapasta, due salti veloci, un pò di acqua di cuttura trattenuta dalla pasta serve a contribuire a cuocere un pò l’uovo. Una raccomandazione: se volete una consistenza cremosa, non versate l’uovo nella pentola in cui avete cotto la pasta, rischiate l’effetto frittata. Unite la pasta al composto di uova, mescolate per bene con due cucchiai, quindi versatevi sopra il contenuto della padellina.

CARBONARA ZOOM

 

 

 

ORECCHIETTE ALLE CIME DI RAPA

Diciamo subito che quando preparo questo piatto sono sempre indeciso tra la versione senza pangrattato o con pangrattato. La prima versione è più “fluida” come sensazione nel gustarla e, meno strutturata, la seconda versione è più “ruvida” quindi  dal gusto più impegnativo. Negli ultimi tempi preferisco la versione senza pangrattato.

INGREDIENTI:

olio di oliva extravergine – possibilmente di origine meridionale: avendo questa pasta origine nel sud Italia, i sapori di ciascun ingrediente devono essere intensi. Io ho usato un olio lucano, quasi una spremuta a freddo di olive, torbido e profumato.

aglio – secco: è più concentrato, ed il sapore è più intenso, io userei spicchi di dimensione media, non troppo grandi nè troppo piccoli. Eliminerei il germoglio dagli spicchi di aglio per rendere il sapore complessivo del piatto più delicato.

peperoncini rossi – secchi, interi,  grandi, quelli che si trovano infilati in collane. Il tipo che ho utilizzato io era di qualità dolce, non piccanti, così da poterli mangiare insieme alla pasta senza problemi, i miei erano greci.

acciughe – sotto sale o sott’olio, le mie, stasera, erano sott’ olio e di Cetara.

cime di rapa – la stagionalità di questa verdura è decisamente invernale ma, ormai, le si trovano sino a primavera inoltrata se non tutto l’anno. Sinceramente oltre la fine della primavera, le cime di rapa risultano un pò “stressate”,  foglie con bordi ingiallite e cimette tendenti a fiorire.

pasta – orecchiette fresche.

sale grosso – come ho già detto, magari iodato….. fa bene al metabolismo regolato dagli ormoni prodotti della tiroide e, dicono, per proteggere l’organismo da arteriosclerosi ed ipertensione.

Come già descritto per la pasta aglio, olio e peperoncino, la quantità di olio deve essere cospicua, tutt’al più lo avanzerete nella scodella. Per quanto mi riguarda l’olio deve coprire completamente gli spicchi d’aglio, ecco perchè farei attenzione alle dimensioni di quest’ulltimo, ed utilizzerei una padella piuttosto piccola. Mettere nell’ olio freddo gli spicchi d’aglio, le acciughe in filetti interi, il peperoncino secco tagliato a pezzetti,  con anche i semi. A questo punto passate la padellina sul fuoco e lasciate andare a fuoco molto basso, muovendo di tanto in tanto la padella,  fino a quando l’aglio non sarà dorato e morbido; è come se tutto fosse bollito nell’olio, più che essere fritto. Quanto segue è il risultato:

OLIO AROMATIZZATO

Portate ad ebollizione l’acqua in una pentola fonda, salate e introducete le cime di rapa debitamente pulite e spezzate – dopo averle lavate, prelevate le cimette e mettetele da parte, con un gesto netto lungo i fusti, prelevate anche le foglie. Se le foglie sono molto larghe, potete pensare di ridurle in pezzi più piccoli, non troppo però. Aggiungete anche qualche pezzetto dei gambi, della parte più in alto –

Considerate che il tempo di cottura delle cime di rapa è di circa 15 minuti, per cui, poichè le orecchiette sono da lessare insieme alla verdura, aggiungete le orecchiette quando saranno trascorsi 15 minuti meno il tempo di cottura delle orecchiette, da quando avrete iniziato a lessare le cime. Quindi se il tempo di cottura delle orecchiette è di 13 minuti, verranno introdotte nell’acqua bollente  dopo 2 minuti dall’introduzione delle cime di rapa. Qualora il tempo di cottura della pasta superasse i 15 minuti (raro ma possibile), consiglierei di introdurre contemporaneamente la verdura e la pasta.

orecchiette in pentola ok

Scolata la pasta, serbando in una ciotola a parte un pò di acqua di cottura, versatela in una ciotola di vetro o di ceramica – no plastica!! – e versatevi sopra l’olio con gli aromi. Mescolare. L’acqua di cottura, a secondo del proprio gusto, può essere aggiunta se la pasta dovesse risultare troppo asciutta ma, se avrete combinato bene le quantità di ogni ingredienti, e se non avrete passato ore a far saltare la pasta nel colapasta, non dovrebbe essere necessario.

orecchiete finish liscie

Se optate per la versione con pangrattato (tostato), questo va aggiunto in ultimo per assorbire l’olio in eccesso, ma senza esagerare nella quantità, ottereste altrimenti una consistenza spugnosa.

orecchiette finish ruvide

Il pangrattato è da tostare affinché rimanga leggermente croccante, è da aggiungere alla fine. Quando tostate il pangrattato, in una padellina antiaderente ed a fuoco basso, mescolando con cura fino a quando non cambia  il colore chiaro originario in uno rossiccio, attenzione a togliere dal fuoco la padellina un pò prima rispetto al grado di tostatura voluto. La padella fuori dalla fiamma, ma ancora calda, porterà a termine l’operazione. In alternativa trasferitelo subito in una ciotola fredda.

Prima:

pangrattato 1

Dopo:

pangrattato 2 zoom

Fabio

PACCHERI ALLA NORMA

I paccheri alla Norma sono per me, per me che amo il melodramma, ed in particolare Norma, uno tra i miei piatti preferiti. Amo Norma come una tra le opere più equilibrate da tutti i punti di vista. Dal punto di vista della costruzione musicale, della melodia, dei cori, dei duetti e dei terzetti, e dal punto di vista della complessità della figura di Norma, che tutto ha in sè, anche caratteri opposti, che alla fine dell’ opera trovano tutti il giusto equilibrio in una sola vita, in una sola persona. Se è vero che il nome di questo piatto si ispira davvero all’opera di Bellini, allora il nome di questo piatto è proprio azzeccato.

INGREDIENTI:

olio di oliva extravergine – possibilmente di origine meridionale: visto il luogo di origine di questa ricetta.

aglio – meglio fresco, è più delicato, ma se l’unico disponibile è quello secco, allora è il caso di spaccare gli spicchi in due ed eliminare il germoglio. Essendo questo condimento un coro di sapori, è bene che ciascun ingrediente dia in maniera equilibrata il proprio contributo, piuttosto che sovrastare sugli altri, come quelle vecchie galline che, nei cori, pensando di essere Renata Tebaldi, berciano al di sopra delle voci dei compagni. La Norma è una pasta corale.

pomodori datterini- il consiglio è di usare questa qualità di pomodorini, pelati, perchè essendo il loro gusto tendente al dolciasto, bilanciano il retrogusto amaro della melanzana.

melanzane – pur essendo un estimatore della melanzana viola, in questo caso consiglio di usare le classiche melanzane lunghe, e che siano di dimensioni medio-piccole.

peperoncino rosso – secco, intero,  piccolio e piccante. A fine cottura si può decidere se aprirlo nel sugo per renderlo leggermente piccante, o se eliminarlo intero, dopo che abbia impartito al sugo una nota tostata.

basilico – a foglia grande, quello a foglia piccola è molto più profumato ma, è ligure, e l’ origine di questa ricetta dista molti chilometri dalla Liguria.

ricotta salata – a scaglie o grattugiata.

paccheri – pur preferendo quelli freschi, a volte utilizzo quelli secchi, ma sempre trafilati al bronzo.

Come prima cosa comincerei con il lavare e tagliare le melanzane, io le affetto così:

MELANZANE SOTTO SALE

Successivamente, coprite con un piatto di opportune dimensioni, in maniera tale che possa scendere sotto un peso, ed appoggiatevi sopra, appunto, un peso. Io ho la fortuna di avere due pietre, originarie della Calabria, che si utilizzano proprio per scopi come questo, in alternativa utilizzate una pentola per la pasta, riempita con dell’ acqua.

MELANZANE SOTTO PESO

Dopo almeno due ore, strizzate le melanzane e sistematele su una placca da forno, coperta con un foglio di cartaforno sul quale avrete versato dell’olio extravergine di oliva. Mescolate in maniera tale da ungere anche le melanzane ed infornare a 200 C°, in forno statico, per circa 20 minuti, o comunque fino a quando le melanzane non risulteranno cotte.

Prima:

MELANZANE STRIZZATE

dopo:

MELANZANE 2

(In alternativa all’utilizzo del forno, potete friggere le melanzane, lasciandole successivamente su della carta per fritti, per eliminare l’olio in eccesso).  Intanto che le melanzane sono in forno, preparate un sugo semplice di pomodori datterini,  all’aglio e basilico. Soffriggete a fuoco basso l’aglio privato del germoglio in olio extravergine di oliva, quindi aggiungete i pomodorini, il sale ed il basilico, e fate restringere.

SUGO

Quando il sugo risulta quasi pronto, incorporare le melanzane, spegnere il fuoco e mescolare, il risultato è il seguente:

SUGO NORMA

Nota: nelle ricette nelle quali un ingrediente, come l’olio o il sale, ad esempio, è utilizzato in varie fasi della preparazione, occorre considerare la quantità totale di quell’ingrediente e suddividerla tra i vari passaggi, altrimenti si rischia  di trovarne un eccesso nella preparazione finale.

Lessate i paccheri. Per evitare che i paccheri si attacchino alla pentola, visto il tipo di pasta, oltre a mescolare più volte durante la corttura, può essere utile, una volta aggiunto il sale all’acqua bollente e prima di introdurre la pasta, aggiungere un pò di olio di semi.

Per chi avesse ancora il dubbio se l’acqua bolle prima o dopo a seconda che si aggiunga il sale prima o dopo, chiariamo che l’acqua salata raggiunge il bollore in più tempo rispetto all’acqua pura, per cui aggiungere il sale solo dopo che l’acqua sta già bollendo.

Al termine dalla cottura della pasta, eliminare l’aqua di cottura, aggiungere il sugo, mescolare ed incorporare la ricotta salata. Se il sugo dovesse risultare troppo asciutto, prima di aggiungerlo alla pasta potete fluidificarlo leggermente con poca acqua di cottura della pasta.

Risultato finale:

PACCHERI ALLA NORMA

PACCHERI ALLA NORMA ZOOM

Fabio

pasta agghiu e ogghiu (pasta aglio, olio e peperoncino)

Forse esprimo un pensiero banale ma, più una ricetta è semplice, più questa ha bisogno di tante accortezze per ottenere un risultato speciale. Dunque questa pasta, che è un classico della cucina veloce, richiede molte attenzioni per arrivare un risultato come quello ottenuto stasera.

INGREDIENTI:

olio di oliva extravergine – possibilmente di origine meridionale: avendo questa pasta un condimento semplice, i sapori di ciascun ingrediente più sono intensi, meglio è. Io ho usato un olio lucano, quasi una spremuta a freddo di olive, torbido e profumato.

aglio – secco: è più concentrato, ed il sapore è più intenso, io userei spicchi di dimensione media, non troppo grandi nè troppo piccoli. Lascerei il germoglio, per rendere il sapore più acuto, per quanto già detto sopra.

peperoncini rossi – secchi, interi,  grandi, quelli che si trovano infilati in collane. Il tipo che ho utilizzato io era di qualità dolce, non piccanti, così da poterli mangiare insieme alla pasta senza problemi, i miei erano greci. In alternativa peperoncino fresco a rondelle, e relativi semi.

capperi – assolutamente sotto sale, magari quelli di Pantelleria. Ne ho messi pochi e non dissalati.

acciughe – sotto sale o sott’olio, le mie, stasera, erano sott’ olio e di Cetara.

pasta – vermicelli, grande diametro, al dente: i miei erano di Gragnano trafilati al bronzo.

sale grosso – magari iodato….. fa bene al metabolismo regolato dagli ormoni prodotti della tiroide e, dicono, per proteggere l’organismo da arteriosclerosi ed ipertensione

Ovviamente, e dico un’ ovvietà, più gli ingredienti sono speciali, più il risultato sarà un gran risultato.

La quantità di olio deve essere cospicua, tutt’al più lo avanzerete nella scodella. Per quanto mi riguarda l’olio deve coprire completamente gli spicchi d’aglio, ecco perchè farei attenzione alle dimensioni di quest’ulltimo, ed utilizzerei una padella piuttosto piccola. Mettere nell’olio freddo gli spicchi d’aglio, le acciughe in filetti interi, il peperoncino secco tagliato a pezzetti,  con anche i semi, pochi capperi, senza dissalarli. A questo punto passate la padellina sul fuoco e lasciate andare a fuoco molto basso, muovendo di tanto in tanto la padella,  fino a quando l’aglio non sarà dorato e morbido; è come se tutto fosse bollito nell’olio, più che essere fritto. Quanto segue è il risultato:

OLIO AROMATIZZATO

Una volta cotta la pasta, scolarla e trasferirla in una scodella, di ceramica o vetro, evitate la plastica. Condire con il solo olio, mescolare, ed infine versare il resto degli aromi.

PASTA AGLIO OLIO E PEPERONCINO

p.s. ovviamente, il pomodorino in spicchi ed il prezzemolo l’ho aggiunto per il blog 😉

p.s.

la versione della regione che mi ha dato i natali non prevede i capperi, acciughe facoltative, con aggiunta finale di pane finemente grattugiato, preventivamente tostato. Per tostare il pane utilizzare un piccola padella antiaderente, passare sulla fiamma bassa, e mescolare con pazienza,  fino a quando il colore non passa dal beige all’ambra rossa. Attenzione, se avete intensione di inumidire la pasta con la propria acqua di cottura, fatelo prima di aggiungere il pane grattugiato tostato, e mettete una quantità di pane appena sufficiente ad assorbire l’olio in eccesso, altrimenti rischerete di ottenere un’ammasso unico o, viceversa, una  poltiglia se avete inumidito la pasta.

Fabio