GNOCCHI VIOLA SU VELLUTATE DI ZUCCA E DI MENTA E TOPINAMBUR

Piatto di fantasia progettato il pomeriggio per la sera.

INGREDIENTI:

patate viola

farina 00

topinambur

menta

zucca

cipolla

burro

olio extravergine di oliva

aglio

brodo granulare.

Lavare le patate.

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Lessare le patate ponendole inizialmente in abbondante acqua fredda.

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Pelate le patate ancora calde e schiacciatele con uno schiacciapatate.

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Predisponete la farina.

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Setacciate la farina su una spianatoia.

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Mettete al centro della farina le patate schiacchiate e ancora tiepide.

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Lavorate velocemente. Lasciate riposare per 10 minuti.

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Fate dei cilindretti e passateli sui rebbi di una forchetta.

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Fateli riposare per almeno 40 minuti fino a 2 ore su un vassoio spolverato di farina.

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Per la vellutata di menta e topinambur: Lavate i topinambur.

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Eliminate la buccia.

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Affettateli.

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Rosolate uno spicchio d’aglio nell’olio.

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Aggiungete i topinambur, brodo granulare e fate rosolare.

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Aggiungete acqua tiepida, abbassate la fiamma e fate andare fino a spappolare i tuberi.

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Lavate ed asciugate la menta.

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Tritatela.

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Aggiungete ai topinambur e frullate ancora sul fuoco.

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Per la vellutata di zucca: tagliate la zucca a pezzetti.

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Tritate una cipolla.

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Rosolate la cipolla in olio e burro.

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Aggiungete la zucca ed il brodo granulare.

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Dopo che la zucca si sarà ammorbidita aggiungete acqua tiepida ed abbassate la fiamma.

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Fate andare e quando tutta la zucca si sarà spappolata frullate il tutto ancora sul fuoco.

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Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata.

In un piatto predisponete un letto di entrambe le vellutate.

aggiungete gli gnocchi.

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Fabio

RAVIOLI DI ZUCCA

Come potete notare mi sono ben guardato da citare nel titolo qualche comprensorio tipo Mantova o Parma, questo per evitare di attirarmi feroci critiche da parte di lettori indigeni 🙂 –

Quindi si parte con i ravioli di zucca come mi è venuto di prepararli ispirandomi a varie ricette lette qua e là.

INGREDIENTI:

zucca – qualsiasi tipo va bene, forse quella mantovana è più adatta ma io ho usato la napoletana

formaggio parmigiano reggiano

amaretti – secchi

mostarda – di mele

noce moscata

pangrattato – se necessario

uova

farina

burro

salvia.

Mondate la zucca, suddividetela in pezzi e disponetela su una teglia foderata di carta forno.

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Infornate a 200°C per almeno mezz’ora, ad ogni modo saggiatene la morbidezza con uno stecco. Attenzione a non bruciarla.

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Schiacciate la zucca ormai raffreddata. Io ho utilizzato uno schiaccia patatate, in questo modo ho potuto anche strizzarla dall’acqua in eccesso che va eliminata.  In alternativa strizzate la zucca mediante un canovaccio prima di passarla.

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Ponete gli amaretti in una ciotola.

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Srbiciolateli finemente.

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Aggiungete il parmigiano.

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Aggiungete la noce moscata.

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Mescolate.

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Disponete la mostarda su un tagliere.

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Tritatela finemente al coltello.

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Aggiungetela alla zucca passata.

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Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

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Aggiungete il composto di amaretti.

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Se l’impasto risulta troppo molle aggiungete pangrattato. Quindi incorporate un uovo.

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Aggiungete sapidità salando. Coprite con una pellicola e lasciate riposare in frigo, da un’ora a una notte.

Preparare una sfoglia: mettete le uova in una ciotola.

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Sbattete un pò senza gonfiarle.

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Predisponete la farina doppio zero, proporzione 1 uovo 1 etto di farina.

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Setacciate la farina nelle uova.

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Lavorate sino ad ottenere un impasto ben omogeneo.

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Avvolgete l’impasto in una pellicola e lasciate riposare un frigo almeno 1 ora.

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Stendete la sfoglia.

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Appoggiate sulla sfoglia dei mucchietti di ripieno.

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Rivoltate il lembo della sfoglia.

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Date dei colpetti tra un mucchietto e l’altro con la parte lunga della mano.

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Con una rotella tagliate la striscia , occorre farlo correndo per lungo cercando di saldare i due lembi di sfoglia.

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Sempre con la rotella suddividete i ravioli e con i rebbi di una forchetta saldate le tre parti laterali da saldare.

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Trasferite i ravioli pronti su vassoi.

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Potete congelarli, prima in vassoio sino a quando induriscono, poi trasferendoli in sacchetti o box.

A seconda dello spessore della sfoglia cuocete in acqua bollente salata. Io ho impiegato 7 minuti.

Lavate ed asciugate la salvia.

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Appoggiate la salvia su del burro messo in padella.

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Fondete il burro e cuocete senza farlo scurire.

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Scolate i ravioli e trasferiteli in una pirofila.

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Cospargete di parmigiano.

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Irrorare col burro fuso e aromatizzato.

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Fabio

TIRAMISU’ MIRELLA

Direi che questo è il classico tiramisù ma, per quanto mi riguarda, la ricetta che presento è entrata nel mio ricettario almeno 30 anni fa, ed a fornirmela è stata una cugina speciale il cui nome è stato legato alla ricetta nel titolo.

INGREDIENTI:

mascarpone

uova – extra fresche

zucchero

caffè

savoiardi

brandy

cacao.

Rompere le uova separando in due ciotole tuorli e albumi, 4 tuorli in una  e due albumi nell’altra, gli altri due albumi possono essere eliminati.

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Aggiungere lo zucchero ai tuorli, 100 grammi possono essere sufficienti.

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Sbattere ad ottenere un composto liscio e cremoso.

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Incorporare il mascarpone, 400 grammi possono essere sufficienti, e amalgamare sbattendo sino a rendere il tutto omogeneo.

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Incorporare un pò di brendy ad aromatizzare.

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Montare a neve ben ferma gli albumi, la consistenza deve essere tale da mantenere verticali le fruste.

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Incorporare gli albumi nel primo composto mescolando dal basso verso l’alto.

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Preparare del caffè e farlo raffreddare a temperatura ambiente.

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In una pirofila disporre i savoiardi, del tipo casereccio, in uno strato.

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Bagnarli con il caffè, senza esagerare affinché il piatto finale non risulti troppo acquoso.

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Versare metà della crema.

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Ancora uno strato di savoiardi.

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Ancora dell’altro caffè.

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Ricoprire con la restante crema.

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Coprire con una pellicola e porre in frigo.

Al momento di portare in tavola, prelevate dal frigo e spolverizzate con cacao amaro in polvere. Se lo fate prima il cacao diventerà umido e non bello a vedersi.

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Fabio

MINESTRA MARITATA

Signori e signori LA TRADIZIONE. Piatto antico di provenienza campana ma anche la mia cara zia Mimma la preparava alle feste comandate. La minestra maritata prende il suo nome dallo “sposalizio” delle verdure con la carne. Originariamente in Calabria si utilizzava come carne la ndugghia…. che nulla ha ache vedere con la nduja moderna, era un salame di interiore che veniva cotto insieme alla minestra. Non ricordo le verdure che utilizzava la zia, nè i tagli di carne che avevano sostituito l’introvabile ndugghia, introvabile anche all’epoca della mia fanciullezza. Quindi, in definitiva, questa è una ricetta personalizzata.

INGREDIENTI:

cotechino

coda di manzo

biancostato di manzo

verzini

carota

cipolla

sedano

prezzemolo

erbette

cime di rapa

tarassaco

borragine

verza

scarola.

Predisponete il cotechino per la cottura.

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Avvolgete il cotechino nell’alluminio, bucatelo. Porlo in acqua bollente e cuocete secondo istruzioni del produttore, questo è stato bollito per 3 ore.

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Lavate e mondate il sedano, la cipolla, le carote ed il prezzemolo.

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Predisponete la carne per la cottura.

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Immergete la carne e gli ortaggi in acqua fredda, aggiungete sale grosso e mettere la pentola su fiamma alta. Schiumate dai residui che affiorano in superfice, quindi abbassate la fiamma e cuocete per almeno due ore.

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Lavate le verdure e spezzatele con le mani in tre parti.

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Lessate le verdure in acqua bollente e salata. In una pentola la verza, e dopo 10 minuti la scarola.

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Nell’altra pentola il resto delle verdure nella sequenza: erbette, tarassaco, cime di rapa e borragine. A 5 minuti l’una dalla’ltra.

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Scolate le verdure.

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Una volta pronto il brodo filtratelo e trasferitelo in una pentola.

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Aggiungete le verdure lessate e strizzate.

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Aggiungete la carne in brodo.

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Fate andare per altri 30 minuti almeno. Estraete il cotechino dalla pentola.

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In una prirofila sistemate la carne ed il cotechino.

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Aggiungete le verdure estratte dal brodo, ed irrorate con il brodo stesso.

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Portate in tavola così.

Poi ciascun commensale dovrà spolpare la carne, aggiungere le verdure, due fette di cotechino spellato e brodo.

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Fabio