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BRANZINO AL SALE, MENTA E LIMONE

Il pesce al sale è uno dei piatti più semplici che possano esistere, e la cottura al sale è anche il metodo che meglio rispetta il sapore del pesce. Se il pesce è di allevamento e, quindi, con meno sapore, non viene sciupato dall’utilizzo di questo intingolo che sono solito preparare, ovvero una macerata di menta.

INGREDIENTI:

pesce – branzino (spigola), dentice, orata, e comunque pesci da forno.

sale – grosso, magari iodato.

olio di oliva extravergine – delicato.

menta – non piperita, se siete in Spagna: yerba buena.

limone – biologico.

pepe – macinato.

sale – fino.

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Il pesce al sale deve essere completamente eviscerato e devono essere eliminate le varie pinne, dorsale, caudali, ecc.. In questo caso mi raccomando di mantenere le squame.

Preriscaldate il forno a 180 °C, statico. Considerate che per un pesce da 450 g saranno sufficienti 25 minuti circa.

Preparate su una placca da forno foderata con cartaforno uno strato di sale grosso, non ne occorre una quantità spropositata, basta uno strato.

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Adagiatevi sopra i pesci nei quali avrete introdotto un rametto di menta fresca.

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Coprite con un altro strato di sale, sempre con moderazione e infornate.

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Mentre il pesce è in cottura preparate un trito di menta fresca con la mezzaluna, se ne siete in possesso:

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Trasferite in un contenitore, aggiungete sale, pepe ed il succo di un limone. Lasciate macerare sino a quando il pesce non sarà pronto.

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Quindi aggiungete l’ olio di oliva extravergine, in quantità paragonabile alla macerata e sbattete.

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Terminata la cottura il pesce si presenterà come nella foto seguente e basterà dare dei piccoli colpetti sulla crosta per eliminare il sale.

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Traferite quindi il pesce senza la crosta di sale nel piatto da portata e servite. Il resto io lo faccio in tavola.

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Ovvero, sollevo la pelle, che si elimina facilmente ed intera lasciando intatto il filetto, trasferisco in un piatto e cospargo con la citronette alla menta.

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Fabio

MINI COTOLETTE AL PANE PROFUMATO

Qesto è un tipico esempio di cucina “fusion”, la cotoletta, tipico piatto meneghino con panatura calabrese 🙂 . Cuociamo in forno per tenere a bada il colesterolo (detto da me è un pò bizzarro..) e realizziamo dimensioni mini, fanno più tenerezza.

INGREDIENTI:

carne – di vitello, cuoce più in fretta e rimane più morbida. E’ adatta per questa ricetta

uova – se grandi, si fa tutto con un uovo solo 🙂 .

pane secco – grattuggiato.

formaggio parmigiano – grattuggiato.

 prezzemolo – il classico, non riccio. Finemente tritato. Utilizzate solo le foglie, evitate i rametti, si trita velocemente mettendo le foglie in un tazza e dandoci dentro con le forbici. Le verdure andrebbero trattate con lame di ceramica ma, sinceramente, in questo caso, il gioco vale la candela.

aglio – se utilizzate gli spicchi di aglio, secco o fresco,  come dovrebbe essere, se non volete addentare i pezzetti di aglio mangiando  le minicotolette, utilizzate uno spremi aglio e incorporate il succo e le sole fibre che passano dal setaccio. In alternativa per diffondere in maniera più omogeneo questo ingrediente nel composto, utilizzate l’ aglio secco in polvere.

peperoncino rosso – in polvere, dolce, la denominazione più interregionale è paprika dolce. Potete aggiungere anche un pò di quello piccante, se gradite.

pepe nero – finemente tritato.

olio di oliva extravergine.

Mettete la carne nell’uovo e lasciatevela per un pò di tempo.

cotolette in uovo

Nel frattempo preparate la panatura mescolando pangrattato, formaggio parmigiano, pepe nero, paprika dolce, prezzemolo tritato, aglio in polvere, sale.

pane profumato

Prelevate una per volta le fettine dall’uovo, passatele tra due dita per eliminare l’uovo in eccesso e impanatele accuratamente. Disponete le cotolette in una placca da forno preventivamente foderata con carta da forno oleata per bene. Aggiungete un filo di olio su ogni fettina.

minicotolette in teglia

Infornate in forno statico a 200 °C girando a metà cottura. Il tempo dipenderà dalle dimensioni e dallo spessore delle fettine. In questo caso 15 minuti in tutto, girandole dopo circa 8 minuti.

minicotolette 1

consiglio: se avete un gatto, chiamatelo a mangiare “l’ ovoletta”, ovvero l’uovo mescolato con il sangue di carne, in cui appunto la carne è stata immersa. Se non esagerate nella frequenza, un uovo ogni tanto fa benissimo al pelo del gatto. Il mio trova anche molto gustosa la cosa.

Fabio