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CULURGIONES CON PESTO DI NOCI

Primo incontro con questo piatto….. un’estate in Sardegna. Sono in pratica dei ravioloni con ripieno di patate e menta che in Sardegna sono conditi con sugo di pomodoro, in questo caso ho pensato di rendere più complesso il gusto di questo primo utilizzando un pesto di noci come condimento.

INGREDIENTI:

per i culurgiones:

semola

farina 00

olio extravergine di oliva

patate – fariniose, rosse o bianche

menta

aglio

formaggio pecorino  – sardo

per il pesto:

noci

basilico

aglio

formaggio parmigiano

formaggio pecorino

olio extravergine di oliva.

Per prima cosa occorre preparare il ripieno che necessita di riposo prima di essere utilizzato, anche una notte.

Lessare le patate immergendole dapprima in acqua fredda.

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Pelatele quando intiepidiscono.

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Schiacciate le patate mediante l’utilizzo di uno schiaccia-patate.

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Lavate ed asciugate le foglie di menta.

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Tritatle finemente, e fate altrettanto con uno spicchio di aglio privato del germoglio.

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Unite il trito alle patate e mescolare.

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Aggiungete abbondate olio e una volta incorporato aggiungere il pecorino ed eventualmente poco sale.

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Amalgamate sino ad ottenere un composto omogeneo.

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Coprire con una pellicola e porre in frigo per almeno 2 ore fino anche ad una notte.

Predisporre la semola.

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Di seguito aggiungere alla semola la farina 00.

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Mescolare con olio e acqua.

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Alla fine dovette ottenere una palla che non si attacca alle mani.

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Mettere in frigo la pasta avvolta in una pellicola.

Una volta trascorsi i tempi di attesa stendere la pasta su una spianatoia infarinata.

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Ricavare dei dischi grandi quanto una mano.

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Posare sopra i dischi una quantità adeguata di ripieno.

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Prendere in mano ciascun disco e pizzicarlo, cominciando dal palmo della mano opposto al pollice e poi una volta a sinistra e una volta a destra per creare una cresta centrale.

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Alla fine fare riposare una mezz’oretta almeno.

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Preparare il pesto riducendo in una poltiglia le noci,  il basilico e uno spicchio di aglio privato del germoglio.

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Trasferite in altro contenitore

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ed amalgamare 3/4 di parmigiano ed 1/4 di pecorino.

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Amalgamare ed incorporare olio.

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Lessare i culurgiones per non più di 5/6 minuti.

Scolateli uno ad uno e disponeteli su una lingua di pesto

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Fabio

VELLUTATA DI ZUCCA E ZENZERO

Ad una versione già illustrata in passato, ho aggiunto un tocco smart: lo zenzero.

INGREDIENTI:

zucca

porri

zenzero

burro

brodo granulare

panna

formaggio parmigiano.

Estrarrei cuori dai porri ben lavati e asciugati.

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Ridurre i porri in anelli.

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Pelare lo zenzero.

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Ridurre lo zenzero in pezzetti.

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Ridurre la zucca in pezzi e decorticarla.

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Ridurre la zucca in fettine.

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Scioglire il burro in una casseruola.

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Porre nel burro fuso lo zenzero a rosolare con il brodo granulare.

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Aggiungere successivamente lo zenzero.

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Rosolato il tutto aggiungere la zucca.

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Una volta ammorbidita la zucca, coprire di acqua e abbassare la fiamma.

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Lasciate che la zucca si sfaccia completamente e permettete all’acqua di evaporare quasi completamente. A questo punto frullate il composto.

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Aggiungete panna e parmigiano.

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Mescolate continuando a cuocere per altri 5 minuti.

Impiattate.

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Fabio

LA ZUPPA DELL’EST (BORSCH)

Alcune volte leggo qualche ricetta sulla rete che mi indichi quale via seguire per eseguire un piatto che non ho mai fatto, dopo un pò però, dopo aver rilevato un certo numero di differenze in contrasto l’una con ‘altra mi annoio e  allora seguo il mio intuito e la mia testa. E’ questo il caso, il caso del borsch, una minestra russa, ucraina, polacca, dell’Europa dell’est insomma, assaggiata per la prima volta in un minuscolo ristorante russo a Milano, gestito da una deliziosa Signora.

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INGREDIENTI:

carne per brodo

carote

cipolla

sedano

cavolo capuccio

barbabietola

pomodorini

cetriolini (gewurzt gurken) Zuccato

pepe nero in grani

alloro

aceto

zucchero

sale

olio extravergine di oliva

burro

prezzemolo

panna acida

bacche di ginepro

aglio

aceto

zucchero

concentrato di pomodoro.

Porre in una pentola sedano, carota e cipolla, pepe in grani, alloro, bacche di ginepro, prezzemolo, acqua, sale grosso.

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Porre la pentola sul fuoco.

Predisporre la carne sul tagliere e ridurla in pezzi grossi.

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Porre la carne nelal pentola prima approntata, e quando si raggiunge il bollore, eliminare le proteine flottanti e abbassare la fiamma. Cuocere per almeno 40 minuti.

Tritare la carota grossolanamente.

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Altrettanto fare con la cipolla e con i pomodorini.

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Altrettanto fare con il sedano.

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Altrettanto fare con i cetriolini.

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Altrettanto fare con la barbabietola.

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Ridurre il cavolo in striscioline e lavare per bene.

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Fondere il burro con poco olio in una casseruola capace.

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Rosolare la cipolla con la carota e il sedano.

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Aggiungere i cetriolini.

Aggiungere la barbabietola, zucchero e aceto.

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Coprite e stufate.

Aggiungete i pomodorini

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Aggiungete il cavolo a striscioline, salate, rimescolate e continuate a stufare (fiamma bassa e coperchio).

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Quando il tutto si sarà ammorbidito

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aggiungere brodo filtrato a coprire, concentrato di pomodoro, e continuate al cottura per almeno altri 30 minuti.

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Spegnete la fiamma e lasciate riposare per 10 m inuti.

Preparate una dadolata della carne precedentemente lessata.

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Porre i dadi di carne in un piatto, coprite con le verdure ed il brodo.

Aggiungere un cucchiaio abbondante di panna acida e un ciuffetto di prezzemolo.

Portate in tavola.

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Fabio

GNOCCHI VIOLA SU VELLUTATE DI ZUCCA E DI MENTA E TOPINAMBUR

Piatto di fantasia progettato il pomeriggio per la sera.

INGREDIENTI:

patate viola

farina 00

topinambur

menta

zucca

cipolla

burro

olio extravergine di oliva

aglio

brodo granulare.

Lavare le patate.

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Lessare le patate ponendole inizialmente in abbondante acqua fredda.

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Pelate le patate ancora calde e schiacciatele con uno schiacciapatate.

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Predisponete la farina.

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Setacciate la farina su una spianatoia.

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Mettete al centro della farina le patate schiacchiate e ancora tiepide.

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Lavorate velocemente. Lasciate riposare per 10 minuti.

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Fate dei cilindretti e passateli sui rebbi di una forchetta.

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Fateli riposare per almeno 40 minuti fino a 2 ore su un vassoio spolverato di farina.

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Per la vellutata di menta e topinambur: Lavate i topinambur.

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Eliminate la buccia.

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Affettateli.

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Rosolate uno spicchio d’aglio nell’olio.

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Aggiungete i topinambur, brodo granulare e fate rosolare.

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Aggiungete acqua tiepida, abbassate la fiamma e fate andare fino a spappolare i tuberi.

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Lavate ed asciugate la menta.

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Tritatela.

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Aggiungete ai topinambur e frullate ancora sul fuoco.

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Per la vellutata di zucca: tagliate la zucca a pezzetti.

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Tritate una cipolla.

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Rosolate la cipolla in olio e burro.

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Aggiungete la zucca ed il brodo granulare.

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Dopo che la zucca si sarà ammorbidita aggiungete acqua tiepida ed abbassate la fiamma.

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Fate andare e quando tutta la zucca si sarà spappolata frullate il tutto ancora sul fuoco.

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Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata.

In un piatto predisponete un letto di entrambe le vellutate.

aggiungete gli gnocchi.

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Fabio

RAVIOLI DI ZUCCA

Come potete notare mi sono ben guardato da citare nel titolo qualche comprensorio tipo Mantova o Parma, questo per evitare di attirarmi feroci critiche da parte di lettori indigeni 🙂 –

Quindi si parte con i ravioli di zucca come mi è venuto di prepararli ispirandomi a varie ricette lette qua e là.

INGREDIENTI:

zucca – qualsiasi tipo va bene, forse quella mantovana è più adatta ma io ho usato la napoletana

formaggio parmigiano reggiano

amaretti – secchi

mostarda – di mele

noce moscata

pangrattato – se necessario

uova

farina

burro

salvia.

Mondate la zucca, suddividetela in pezzi e disponetela su una teglia foderata di carta forno.

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Infornate a 200°C per almeno mezz’ora, ad ogni modo saggiatene la morbidezza con uno stecco. Attenzione a non bruciarla.

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Schiacciate la zucca ormai raffreddata. Io ho utilizzato uno schiaccia patatate, in questo modo ho potuto anche strizzarla dall’acqua in eccesso che va eliminata.  In alternativa strizzate la zucca mediante un canovaccio prima di passarla.

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Ponete gli amaretti in una ciotola.

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Srbiciolateli finemente.

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Aggiungete il parmigiano.

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Aggiungete la noce moscata.

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Mescolate.

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Disponete la mostarda su un tagliere.

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Tritatela finemente al coltello.

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Aggiungetela alla zucca passata.

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Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

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Aggiungete il composto di amaretti.

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Se l’impasto risulta troppo molle aggiungete pangrattato. Quindi incorporate un uovo.

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Aggiungete sapidità salando. Coprite con una pellicola e lasciate riposare in frigo, da un’ora a una notte.

Preparare una sfoglia: mettete le uova in una ciotola.

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Sbattete un pò senza gonfiarle.

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Predisponete la farina doppio zero, proporzione 1 uovo 1 etto di farina.

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Setacciate la farina nelle uova.

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Lavorate sino ad ottenere un impasto ben omogeneo.

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Avvolgete l’impasto in una pellicola e lasciate riposare un frigo almeno 1 ora.

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Stendete la sfoglia.

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Appoggiate sulla sfoglia dei mucchietti di ripieno.

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Rivoltate il lembo della sfoglia.

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Date dei colpetti tra un mucchietto e l’altro con la parte lunga della mano.

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Con una rotella tagliate la striscia , occorre farlo correndo per lungo cercando di saldare i due lembi di sfoglia.

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Sempre con la rotella suddividete i ravioli e con i rebbi di una forchetta saldate le tre parti laterali da saldare.

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Trasferite i ravioli pronti su vassoi.

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Potete congelarli, prima in vassoio sino a quando induriscono, poi trasferendoli in sacchetti o box.

A seconda dello spessore della sfoglia cuocete in acqua bollente salata. Io ho impiegato 7 minuti.

Lavate ed asciugate la salvia.

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Appoggiate la salvia su del burro messo in padella.

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Fondete il burro e cuocete senza farlo scurire.

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Scolate i ravioli e trasferiteli in una pirofila.

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Cospargete di parmigiano.

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Irrorare col burro fuso e aromatizzato.

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Fabio

SPAGHETTI ALLO SCOGLIO STRIPPOLI STYLE

Strippoli è una pizzeria-trattoria nella periferia est di Milano di ispirazione pugliese anche se gestita da  gentilissimo personale straniero. E’ una classica trattoria cheap ma affidabile, adatta per quando si torna tardi dal lavoro a volte anche soli.

Questa ricetta è ispirata alla loro, uno spaghetto allo scoglio rapido, per nulla raffinato ma gustoso.

INGREDIENTI:

misto scoglio – cozze , vongole , gamberi , gamberetti , totano, pesce bianco

pomodorini – piccadilly

concentrato triplo di pomodoro

vino bianco

aglio

prezzemolo

olio extravergine di oliva.

Rosolare due picchi di aglio, quindi eliminarli.

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Tagliare in due parti i pomodorini.

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Versare i pomodorini nella padella, aggiungere poco sale e lasciarli appassire.

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Aggiungere il concentrato di pomodoro e stemperare con il vino bianco.

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Quando il sugo è quasi pronto, a 5 minuti dalla fine della cottura versare in padella il misto pesce.

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Mescolare ed aggiungere un trito grossolano di prezzemolo,

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Mescolare e fare andare 5 minuti.

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Una volta lessati gli spaghetti aggiungerli al sugo e saltarli.

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Impregnate bene di sugo e distribuite bene il pesce-

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Impiattare.

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Fabio

STRACOTTO DI POLLO ALLA BIRRA SU DISCHI DI SEMOLINO

Capitati, durante una gita, in un agriturismo sul Mincio abbiamo assaggiato un intingolo casalingo a base di pollo alla birra, questa è una rivisitazione che prende spunto da quell’episodio. Uno stracotto di pollo cotto nella birra, adagiato su un’alternativa alla polenta, del semolino a foggia di gnocchi alla romana.

INGREDIENTI:

pollo – sovracosce

birra

sedano

carota

cipollotti

alloro

pepe nero in grani

brodo granulare di verdure

olio extravegine di oliva

semolino

latte

burro

formaggio parmigiano grattugiato.

Predisponete il pollo su un tagliere.

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Eliminate la pelle e  le ossa e riducete la carne in pezzi medio piccoli.

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Tritate grossolanamente la carota, il sedano ed il cipollotto. Fate rosolare in olio extravergine di oliva.

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Aggiungete il pollo e cospargete di brodo granulare.

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Mescolate a fiamma sostenuta affinchè la carne perda i suoi liquidi e si rosoli.

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Coprite con la birra, avendo cura di versarla non tutta in una sola volta per evitare che faccia troppa schiuma e che tracimi dalla pentola. Aggiungete una foglia di alloro e qualche grano di pepe.

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Raggiunto il bollore abbassate la fiamma e cuocete su fiamma bassa mescolando di tanto in tanto. Alla fine dovrete ottenere uno stracotto ben tirato e con il pollo completamente sfilacciato.

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Pesate il semolino.

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Predisponete il latte.

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Fate sciogliere il burro nel latte con poco sale.

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Predisponete un piatto imburrato.

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Quando il latte bolle, abbassate la fiamma e versate il semolino. Fate cuocere, mescolando di continuo,  sino a quando l’impasto non addensi. Versate sul piatto imburrato e stendente con l’ausilio di una spatola bagnata.

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Una volta raffreddato il semolino, ricavate dei dischi con un bicchiere.

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Trasferite i dischi in una teglia imburrata.

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Adagiate sopra ogni dischi un pezzetto di burro e cospargete  di formaggio grattugiato.

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Infornate a 180 °C fino a gratinare i dischi.

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Trasferite i dischetti su un piatto e coprite con lo stracotto.

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Con lo stracotto avanzato potete condire dei rigatoni, metterli in una teglia, coprire di bechamel e cospargere di parmigiano grattugiato e pepe nero.

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Gratinate e servite.

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Fabio

LA CICALA E LA FORMICA

Il nome che ho dato al piatto è facilmente intuibile, sono delle linguine alle cicale di mare con semi di sesamo nero, a mò di formiche.

Spenderei  prima due parole per riabilitare la bistrattata cicala protagonista, insieme alla formica, della favola di Esopo, il quale, a discapito della cicala, voleva sdoganare come unico stile di vita esemplare quello della formica…

C’era una volta una cicala ed una formica. Durante l’estate, mentre la formica passava il suo tempo a fare provviste per l’inverno, certa che durante la stagione rigida non avrebbe avuto, altimenti, di che cibarsi, (pessimista sta formica), la cicala pensava a sollazzarsi cantando. Mentre la formica sgobbava, si pregustava al contempo il momento in cui, alle porte dell’inverno, la povera cicala, senza nulla da mangiare, infreddolita e affamata, avrebbe bussato alla sua porta per chiederle aiuto.

L’inverno arriva e freddo come non mai.

La Formica nella sua spartana ma comoda casa, è intenta a riscaldarsi ed a preparare la sua umile ma sostanziosa cena. Fiera di quanto era riuscita a fare lavorando duramente durante per tutta l’estate.. Sente bussare alla sua porta. “Eccola finalmente!” pensò fregandosi le mani e già paga della soddisfazione e della rivincita che si sarebbe presa sulla cicala.  Corre ad aprire con aria severa e con l’espressione di chi pensa “io ti avevo avvisato”. APRE LA PORTA! Sbigottita non riusciva a credere ai suoi occhi, quello che apparve davanti ai suoi occhi non era la cicala affranta che attendeva di poter sbeffeggiare e rimproverare. La cicala,  con un visone 7/8 lungo fino alla caviglia, ingioiellata fino alle sopracciglia delle gemme più enormi e preziose, con un enorme cappello a tesa larga ornato con fiocchi di raso di seta, si rivolge alla formica e le dice: ” Cara, sono in partenza per Parigi, serve qualcosa?”  🙂

E ora la ricetta.

INGREDIENTI:

cicale di mare

pomodorini

carota

cipollotto

aglio

olio extravergine di oliva

semi di sesamo nero

finocchietto

vino bianco

pasta lunga tipo linguine.

Le cicale di mare sono una prelibatezza, dei crostacei squisiti.  Armatevi però di tanta pazienza per pulirle.

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Pulizia delle cicale di mare.

  1. Dopo averle ben lavate e sgocciolate passate a pulirle una per una.
  2. tagliate le estremità delle piccole chele
  3. tagliate la parte della testa con gli occhiette comprese le altre due gambette
  4. tagliate le sei gambette
  5. premendo  con il pollice alla base della coda dalla parte della pancia, spunteranno le due alette stabilizzanti della coda, tagliatele
  6. tagliate il bordo della parte centrale della coda
  7. girate di pancia la cicala, sollevate strisciando la forbice “contropelo” le zampette piatte che ricoprono il carapace inferiore. Tagliatele.
  8. in ultimo tagliate i bordi laterali che congiungono il carapace superiore da quello inferiore.

Scarti.

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Cicale pulite.

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Tenete le più grosse intere, per decorare la pasta in ultimo ed estraete la polpa dalle altre. Questa è un’operazione abbastanza facile se avrete ben tagliato i margini laterali della cicale, perchè il carapace inferiore si staccherà da quello superiore agevolmente, lasciando intatta la polpa.

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Fate dorare in olio cipollotto e carota.

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Versate gli scarti, aggiungete poco sale e fate insaporire. Sfumate con il vino bianco e, una volta evaporato il vino, aggiungete acqua a coprire, e lasciate andare per almeno 30 minuti a fuoco medio.

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Filtrate il fumetto ottenuto

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Fate rosolare due spicchi di aglio in olio di oliva.

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Soffriggete per poco tempo le cicale con la pancia in su e sfumate con il vino.

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Girate, un altro minuto quindi prelevatele e tenetele da parte.

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Nella stessa padella aggiungete le polpe.

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Dopo aver fatto insaporire aggiungete i pomodorini affettati a spicchi sottili, aggiungete poco sale.

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Dopo circa 5 minuti aggiungete il fumetto filtrato ottenuto con gli scarti e lasciate andare a fuoco lento mescolando di tanto in tanto.

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Quando il sugo si sarà ristretto

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aggiungete il finocchietto, togliete dal fuoco e mescolate.

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Lessate la pasta al dente quindi versate nella padella e saltatela con il sugo.

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Trasferite in un piatto di portata, cospargete di sesamo nero, finocchietto e deponetevi sopra le cicale intere.

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Fabio

RISOTTO CARCIOFI MENTA E ROBIOLA

Progettato in macchina rientrando a casa. Ripeterò sempre che il carciofo, il principe dell’orto, non è un ingredienti per taccagni! Costa molto rispetto a quanto se ne scarta e, se uno è taccagno rischia di scartare poco ottenenedo un piatto fastidioso da mangiare: se ne utilizza solo il cuore!

Per il brodo di carne aprire il link.

INGREDIENTI:

carciofi

limone

menta

cipollotto

olio extravergine di oliva

burro

vino bianco secco

aglio

robiola

formaggio parmigiano

brodo di carne

riso carnaroli.

Preparare dell’acqua acidulata, acqua, succo e pezzi di limone. Serve a non fare annerire i carciofi via via che si puliscono.

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Predisponete i carciofi e lavateli.

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Sfogliateli prendendo i petali uno per volta dalla cima e correndo lungo il carciofo fino alla base.Ttagliate le punte delle foglie, eliminate la parte esterna del gambo e della base, divideteli in quattro e sforbiciate la barba interna. Tuffateli nell’acqua acidulata.

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Per darvi un’idea di cosa si deve scartare eccovi una foto.

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Lavate la menta ed asciugatela.

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Tritate la menta abbastanza finemente.

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Rosolate dell’aglio nell’olio di oliva.

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Eliminate gli spicchi quando saranno dorati e mettete in padella i carciofi con del sale.

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Fate insaporire quindi cospargete di menta, abbassate la fiamma e cuocete a fuoco lento coprendo il tegame. Assicuratevi che l’acqua di vegetazione sia sufficiente altrimenti aggiungetene un pò.

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I carciofi alla fine della loro cottura dovranno risultare in forma ma morbidi.

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Ponete in una casseruola olio, burro e trito di cipollotto.

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Fate imbiondire il cipollotto senza fargli prendere colore.

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aggiungete il riso per la tostatura, girate spesso.

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Quando il riso tenderà ad attaccarsi alla pentola e sarà divenuto semitrasparente, sfumate con vino bianco.

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Evaporato il vino aggiungete due/tre mestoli di brodo e girate lentamente e solo per assicurarvi che il risotto non attacchi.

Continuate con l’aggiunta di brodo uno o due mestoli per volta, quando i precedenti si saranno ridotti. Muovete poco, il risotto si mescola vigorosamente solo per la mantecatura finale. Assaggiate durante la cottura una volta trascorso il tempo di cottura indicato per il riso, per evitare di aggiungere troppo brodo e poi sfare il risotto attendendo che evapori il brodo in eccesso.

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A 10 minuti dalla fine incorporate i carciofi, serbandone un pò per la decorazione.

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Mescolate e continuate fino a fine cottura, tirate bene il risotto in quanto la robiala tenderà, aggiunta alla fine, a renderlo fluido.

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A fine cottura spegnete la fiamma, aggiungete robiola e parmigiano e girate vigorosamente a mantecare.

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Coprite e lasciate riposare il tempo di una sigaretta se fumate, altrimenti 5 minuti.

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Impiattate.

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Fabio