COTECHINO DI NOSARI con contorno di crauti di cavolo rosso e purè di patate

Nosari, la boutique della carne di viale Montenero a Milano. Persone affabili che sanno trattare un cliente come si deve, persone che capiscono che i clienti sono la linfa della loro attività

Seguo pedissequamente i consigli del gentilissimo signore che mi ha servito al banco, per la cottura del COTECHINO.

Ve li porgo:

il cotechino mi è stato consegnato avvolto , sotto ai miei occhi, in un foglio di alluminio.

Così è come va immerso in acqua fredda e messo a bollire.

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Dopo 30 minuti dall’accensione della fiamma, con uno stecchino/spiedino di legno, occorre bucare il cotechino attraverso l’alluminio e proseguire la cottura per un’ora e mezza / due ore. Spegnere la fiamma e lasciare a bagno il cotechino sino al momento di servirlo.

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A quel punto si estrae da liquido di cottura che ha ben sgrassato l’insaccato,  lo si scarta dall’alluminio, lo si spella e lo si affetta.

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Impiattate sui contorni, in questo caso purè di patate e crauti di cavolo rosso.

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Fabio

PURE’ DI PATATE

Che commento fare se non che è talmente un classico della nostra cucina che solo a nominarlo pensiamo in un attimo a tutta la nostra vita 🙂

INGREDIENTI:

patate – per le ricette per le quali le patate sono da lessare, il tipo ideale è la patata pasta bianca

burro – io sono appassionato del lurpack salato

latte – intero

parmigiano – grattuggiato

Lavate le patate e trasferitele in una pentola dai bordi alti.

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Coprite di acqua e mettete a bollire.

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Una volta cotte, dipende dalla dimensione, ma non ci si sbaglia se infilando in una patata un forchettone questo non incontra ostacolo, scolarle. Il consiglio ovvio è di utilizzare patate di dimensioni simili tra loro per evitare che abbiano a fine cottura consistenza diversa.

Quindi, scolate

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e spellate ancora calde.

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Schiacciate le patate con un passa verdure o con un più adatto schiacciapatate.

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Addizionate il burro a pezzetti e mescolate affinchè si sciolga con il calore delle patate ancora calde, appunto.

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Addizionate di formaggio parmigiano grattugiato e mescolate bene.

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A questo punto stemperate poco alla volta con del latte,

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fino ad ottenere una crema molto fluida.

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In sostanza il purè deve essere liquido e poi rapprendersi durante la cottura per dare il tempo a tutti gli ingredienti crudi di cuocere.

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Passate sul fuoco basso e mescolate sino a quando il purè non avrà acquisito la consistenza tipica. Questa è la parte più “argh”! Ci si mette un bel pò.

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Impiattate.

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la lucidità è dovuta al fatto che il purè era ancora molto caldo, diventa opaco, come di consueto, raffreddando… ma ora non ho voglia di rifotografarlo tiepido, devo mangiareeee… 🙂

Fabio

CRAUTI DI CAVOLO ROSSO

Per la prima volta mi accingo a cucinare il cavolo rosso, una specie di cavolo capuccio dal colore viola-magenta brillante. La ricetta per eccellenza da ottenere con il cavolo rosso sono i crauti. Partiamo!

INGREDIENTI:

cavolo rosso

zucchero

sale

aceto

cipolla

brodo granulare

olio extra vergine di oliva

vino rosso

Predisponete il cavolo su un tagliere.

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Eliminate le foglie esterne e tagliatelo in quattro parti.

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Eliminate la parte dura centrale e procedete ad affettare il cavolo per ottenerne delle striscioline sottili.

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Lavate bene.

“Quando preleverete dall’acqua di lavaggio le fettuccine di cavolo non allarmatevi, l’acqua avrà assunto una intensa colorazione blu acciaio.

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Questo fenomeno è causato dal rilascio delle antocianine, della famiglia dei flavonoidi, contenute in tanti frutti rossi e non ultimo nel vino. La particolarità di queste sostanze, oltre al benefico effetto antiossidante, è che sono degli indicatori sensibili al pH delle soluzioni, ovvero alla loro acidità/basicità, assumendo varie colorazioni a seconda, appunto, dell’acidità della soluzione stessa . Il colore blu impartito all’acqua è indice di pH compreso tra 5 e 7, ovvero piuttosto neutro, se provate ad aggiungere aceto o succo di limone, osserverete un repentino cambiamento (viraggio) dal blu al rosa o rosso a seconda dell’acidità raggiunta. Qualora aggiungeste delle sostanze basiche vedreste il viraggio verso il verde.

Troverete un piccolo esperimento dimostrativo nella sezione “idee e trucchi”  dal titolo:  “colori del cavolo” .

Proseguiamo. Dopo aver asciugato per bene le fettucce di cavolo o mediante una centrifuga o a mano con un canovaccio, dovete addizionarle di zucchero, un cucchiaio raso, sale, e mezzo bicchiere di aceto.

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Mescolate e rimescolate affinché il cavolo sia intriso di questi ingredienti.Ttrasferite in una capace terrina di ceramica, coprite con una pellicola e lasciate fermentare per circa 24 ore, mescolando di tanto in tanto, anche agitando la terrina senza necessariamente asportare la pellicola.

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L’aspetto dopo 24 ore di macerazione/fermentazione è il seguente.

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Predisponete due grosse cipolle su un tagliere.

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Sbucciatele eliminando la carticola e la prima foglia e riducetele in fette.

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Mettete la cipolla così preparata in un capace tegame contenente olio extravergine di oliva, salate e fate rosolare.

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Quando la cipolla sarà ben appassita:

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aggiungete le fettucce di cavolo che avrete fatto sgocciolare per bene dal liquido di marinatura, cospargete di brodo granulare e fate andare a fuoco vivace.

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Irrorate successivamente con del vino rosso robusto, ancora un pò di fiamma alta, poi acqua tiepida fino a coprire il cavolo e,

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raggiunta l’ebollizione, abbassate la fiamma e fate andare a fuoco lento sino a quando tutto il liquido non sarà evaporato.

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E’ il momento di impiattare e servire.

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Fabio

COLORI DEL CAVOLO – la chimica in cucina

Dunque… se vi troverete a preparare una ricetta con del cavolo rosso,

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come per esempio i classici crauti, vedi sezione “contorni”, avrete di certo una sorpresa quando, dopo aver messo a bagno le foglie affettate nell’acqua del lavello, e le avrete poi trasferite in un colapasta, vi troverete difronte ad un colore azzurro acciaio intenso dell’acqua di lavaggio.

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Questo fenomeno è causato dal rilascio delle antocianine, della famiglia dei flavonoidi, contenute in tanti frutti rossi e non ultimo nel vino. La particolarità di queste sostanze, oltre al benefico effetto antiossidante, è che sono degli indicatori sensibili al pH delle soluzioni, ovvero alla loro acidità/basicità, assumendo varie colorazioni a seconda, appunto, dell’acidità della soluzione stessa . Il colore blu impartito all’acqua è indice di pH compreso tra 5 e 7, ovvero piuttosto neutro, se provate ad aggiungere aceto o succo di limone, osserverete un repentino cambiamento (viraggio) dal blu al rosa o rosso a seconda dell’acidità raggiunta. Qualora aggiungeste delle sostanze basiche vedreste il viraggio verso il verde.

Per questo esperimento dovreste far bollire 1/4 di cavolo rosso in acqua, poi lasciare raffreddare il tutto, per poi filtrare il liquido di cottura intensamente colorato di azzurro.

Nel mio caso ho usato come soluzione di partenza la marinata dei crauti (vedi sezione “contorni”) che però essendo già acida per via dell’aceto presentava una intensissima colorazione viola.

Quindi parto da questa:

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probabilmente in foto non si apprezza il colore per via della intensità.

Ad ogni modo diluendo varie aliquote con un pò di acqua in piccoli recipienti separati, otterete tante aliquote di un bel fucsia trasparente. A questo punto procuratevi tutto ciò che avete in casa e che può condizionare il pH di una soluzione: limone, aceto, bicarbonato di sodio, qualche detersivo contenente acido in genere o acido cloridrico (es. acido muriatico o disoncrostante per WC) , qualcosa di molto basico come per esempio la polvere o i fluidi per lo sgorgo degli scarichi, generalmente a base di idrossidi o di ammine.

Aggiungete piccole quantità di quanto sopra descritto nelle vostre aliquote ed osserverete variare il colore iniziale. Verso il rosso aumentando l’acidità, verso il giallo passando dal verde aumentando la basicità. Anche le aliquote già trattate possono essere addizionate dei suddetti ingredienti, in questa maniera otterrete una miriade di colori dipendenti dal pH ottenuto. Nel mio caso avendo solo sei provettoni (originariamente contenevano vari tipi di sale), ho selezionato i colori più significativi…. l’ultimo, il giallo, era talmente chiaro che non sarebbe risaltato dalla foto.

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1. acido cloridrico

2. limone

3. aceto

4. è il colore del succo puro in acqua – partendo dalla marinata dovrete alzare un pò il pH con del bicarbonato per ottenerlo

5.bicarbonato

6. idrossido di sodio

Buon divertimento.

 

Fabio

PETTO DI POLLO AL LIMONE

Semplice semplice per una cena veloce infrasettimanale.

INGREDIENTI:

Petto di pollo

limone

burro

olio extravergine di oliva

rosmarino

alloro

salvia

pepe nero

Predisponete i limoni su un tagliere.

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Con l’ausilio di un pela-patate asportate la parte gialla della scorza e successivamente riducetela in listarelle.

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Lessate le listarelle in acqua salata.

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Preparete una marinata con olio, succo di limone, sale, pepe nero, salvia, alloro e rosmarino.

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Adagiatevi dentro le fettine di petto di pollo e bagnatele bene.

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Coprite con una pellicola e fate marinare per circa un’ora.

Trascorso il tempo della marinatura mettete a scaldare in una padella il burro con poco olio.

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Rosolatevi le fettine sgocciolate dalla marinata, eventualmente aggiustando di sale.

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Quando le fettine saranno rosolate trasferirle in un piatto

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e filtrare la marinata.

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Aggiungete nella padella la marinata filtrata, le bucce di limone lessate e fate restringere.

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Quando il fondo di cottura sarà pronto, intingetevi dentro le fettine una alla volta e trasferite in un piatto da portata, decorate con fette e foglie di limone, e irrorate con il restante fondo di cottura.

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Fabio

SPAGHETTI AI POMODORI GRATINATI

Questa pasta dal gusto deciso è, per quanto mi riguarda, una delizia per un palato che ama i sapori di una volta.

semplicissima da fare, un pò più lunga rispetto ai tempi di un sugo in tegame.

INGREDIENTI:

pomodori – tondi a grappolo, in alternativa piccadilly, pachino o ciliegini.

olio extravergine di oliva – robusto

pangrattato

pepe nero – macinato

paprika dolce – “pipareddu ducia”, un must nella cucina calabrese

parmigiano – grattugiato

pecorino – grattugiato

sale

pasta – in questo caso direi che gli spaghettini (cottura 7-9 minuti) sono da preferire.

Cominciate a preparare il pangrattato aromarizzato come descritto nella ricetta della “pasta e cucuzzi”

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Dopo aver lavato i pomodori tagliateli a metà.

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Disponeteli in una teglia in cui avrete precedentemente steso un pò di olio extravergine.

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Salate in superficie e coprite bene con il pangrattato.

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Aggiungete olio a filo.

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Coprite con un foglio di alluminio ed infornate a 180°C per 90 minuti.

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Dopo un’ora togliete il foglio di alluminio.

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E continuate la cottura.

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Sfornate , serbate tre pomodori interi, e schiacciate i restanti con una forchetta.

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Lessate la pasta e dopo averla scolata versatela nella teglia, mescolate, impiattate e servite adagiando i tre pomodori interi “ncoppa a pasta”

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Fabio

PASTINA CASU E OVU

Sono sempre indeciso se inserire nel blog le ricette semplicissime, ovvero le ricette non ricette, alla fine penso che, anche se sono più delle idee che delle ricette, vada la pena.

Questa è una pastina che io amo molto e me la preparavano da piccolo e che, di tanto in tanto, visto la rapidità e le doti nutrienti e sostanziose, mi preparo anche da adulto e da solo.

Nota: avrete notato che , oltre alla ricetta, ad essere vintage è anche il piatto… questo è un piatto che mi segue da 20 anni esatti ed è stato fatto a Vieste 🙂

INGREDIENTI:

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pastina – io preferisco i risoni

uovo – grande, extra fresco

parmigiano – grattugiato

prezzemolo.

Tritate il prezzemolo.

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Mettete a bollire la pastina in abbondante acqua salata.

Quando la pastina ha raggiunto il grado di cottura indicato scolatela serbando un pò dell’acqua di cottura.

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Stemperate nella pastina, dopo averla trasferita in una ciotola, 1 uovo e mescolate con energia.

Aggiungete abbondante parmigiano grattugiato e prezzemolo e mescolate.

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Per una consistenza più fluida, in quanto la consistenza deve essere cremosa,  bagnate con un pò di acqua di cottura che avrete messo da parte e mescolate.

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Fabio

PASTA E CUCUZZI

Zia Mimma e Zia Rosina docent! Va da se che questa è una ricetta storica e familiare, fortemente legata alla terra di origine. Nel blog esiste già una pasta con le zucchine, che ho appunto chiamato “pasta con le zucchine (nuova)” , ecco spiegato il perchè, questa che sto per descrivere è la ricetta storica, un pò più lunga da realizzare, ma neanche tanto. Pasta antica. Dovendo dirla tutta.. all’epoca…in casa mia…non è che l’impiattamento fosse molto curato 🙂

INGREDIENTI:

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 zucchine – per questa ricetta preferisco utilizzare il tipo “tondo”, più dolce, ma anche le classiche lunghe possono essere impiegate

passata di pomodoro – liscia

aglio

olio extravergine di oliva – robusto

pangrattato

pepe nero – macinato

paprika dolce – “pipareddu ducia”, un must nella cucina calabrese

parmigiano – grattugiato

pecorino – grattugiato

sale

pasta – io preferisco gli spaghetti, ma linguine, vermicelli, penne, rigatoni, mezze maniche,possono essere un’alternativa

Come prima cosa dovete realizzare un semplice sughetto all’aglio. Rosolate del’aglio in un pò do olio,

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aggiungete la passata, un pò di sale, mezzo bicchiere di acqua e fate andare a fuoco lento.

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In una ciotola mettete il pangrattato, il parmigiano, il pecorino, il pepe nero, la paprika dolce, poco sale.

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Mescolate per rendere la miscela omogenea.

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Riducete le zucchine in cubetti.

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Scaldate in una casseruola poco olio e, una volta tiepido, aggiungete le zucchine con poco sale, dopo qualche colpo di mestolo a fiamma sostenuta, abbassate al  minimo, coprite con il coperchio e lasciate stufare.

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La cottura dovrà continuare sino a quando le zucchine passeranno da un bianco solido della polpa a quasi un giallino trasparente.

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E’ il momento di aggiungere il sugo che avete preparato. Continuate la cottura sino a quando il sugo virerà dal rosso carminio del pomodoro crudo a un bel vermiglio.

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A questo punto aggiungete, sempre su fiamma molto bassa, un cucchiaio del pangrattato aromatizzato, girate per far cuocere, e continuate con altro pangrattato.

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Ogni volta dovrete mescolare tra un’aggiunta e la successiva, affinchè il pangrattato cuocia. La consistenza diventerà sempre meno fluida e acquisterà una consistenza cremosa. Attenzione a non esagerare con il pangrattato, rischierete di ottenere uno sformato 🙂

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Questo è il condimento della pasta.

Impiattate e buon appetito.

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Fabio

ARISTA IN TEGAME

Ricetta storica, ottima modalità per preparare l’arista, ovvero la lombata di maiale; non è un arrosto ma lo ricorda alquanto. Passa per essere il mio piatto preferito ma, in realtà, è solo un piatto che apprezzo. Dovunque andassi ospite a pranzo trovavo l’arista in tegame 🙂

INGREDIENTI:

arista – in pezzo unico da almeno 800 grammi

scalogno

carote

sedano

cipolle

prezzemolo

pepe nero – in grani

aglio

alloro

vino bianco

olio extravergine di oliva – medio

brodo granulare.

Riducete gli ortaggi in pezzi grossolani, come da foto.

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Predisponete l’arista su un tagliere.

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Con uno spago per cucina legate il pezzo di carne. Prima passate il filo creando degli anelli nel senso della circonferenza dal diametro più corto, quindi proseguire nel senso della lunghezza infilando lo spago sotto ogni anello e ripassandolo sopra. In questa maniera dovrete creare una rete intorno all’arista.

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Ponete le verdure precedentemente tagliate a rosolare nell’olio, cospargendo con brodo granulare.

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una volta rosolate le verdure, abbassate la fiamma, coprite con un coperchio quasi completamente e proseguite sino ad ammorbidirle.

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Terminata questa operazione adagiate nella pirofilla l’arista legata.

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Rosolate da tutti i lati, compese le estremità.

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Cospargete con poco brodo granulare e sfumate con vino bianco ed attendete che evapori rigirando la carne.

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Aggiungete acqua calda sino a metà della carne, portate a bollore.

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Abbassate la fiamma e coprite a metà coperchio. Abbiate cura di sciogliere il residuo abbrustolito sui lati della pirofila con il brodo di cottura.

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Di tanto in tanto girate il pezzo di carne, per 800 grammi dovete prevedere almeno 1 ora e mezza di cottura totale.

Quando la carne sarà cotta estraetela e mettela da parte.

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Proseguite la cottura del fondo e, quando tutto il liquido sarà quasi evaporato schiacciate con una forchetta idonea.

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Ponete l’arista su un tagliere.

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Eliminate lo spago ed affettate.

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Ripassate le fette nel fondo di cottura nella pirofila, impiattate e cospargete col rimanente  fondo di cottura.

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Fabio

MEZZE MANICHE GAUGUIN

Progetto culinario nato da ingredienti a disposizione una sera. Risultato dai colori morbidi e dal contrasto violento. Buono il sapore.

INGREDIENTI:

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zucca – la regina dell’autunno

porri

ricotta – di capra

parmigiano – grattugiato

pepe nero – facoltativo

burro

brodo granulare

semi di papavero

prosciutto crudo – facoltativo

pasta – mezze maniche rigate

colorante per paella – in alternativa: zafferano

olio extravergine di oliva – delicato

sale.

Riducete i porri a rondelle

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Riducete la zucca a lamelle.

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Sciogliete del burro in poco olio in una casseruola.

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Rosolate i porri nel burro fuso dopo averli cosparsi con poco brodo granulare.

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Aggiungete la zucca e mescolate.

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Proseguite sino a quando la zucca non avrà perso la sua forma originale, quindi abbassate la fiamma e proseguite la cottura,  aggiungendo mezza tazzina di acqua in cui avrete stemperato il colorante o lo zafferano.

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Aggiungete la ricottina e mesolate.

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Aggiungete il parmigiano, i semi di papavero e mescolate.

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Il risultato finale del condimento è il seguente

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Riducete il pezzo di prosciutto crudo in piccoli pezzettini

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Rosolate il prosciutto in una pentolina antiaderente fino ad ottenerne un crumble croccante.

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Una volta cotta la pasta conditela con il condimento e disponetevi sopra il crumble di prosciutto crudo.

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Fabio