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SA FREGULA AI FRUTTI DI MARE

Sa fregula o fregola, è una tipica preprazione sarda a base di semola, arricchita da svariati condimenti, dal semplice pomodoro al ben più strutturato guazzetto di frutti di mare.

Io conoscevo la fregola dal mio ultimo viaggio in Sardegna, e proprio oggi, sentendo al telefono La Sorella, me l’ha ricordata in quanto mi ha chiesto di procurargliela, trovandola un piatto interessante. L’idea è stata quella di realizzarla io stesso.

Essendo la mia prima fregola, probabilmente andrà prefezionata, del resto si tratta di una antica ricetta le cui depositarie sono le ave sarde.

INGREDIENTI:

semola di grano duro – grana grossa, io purtroppo ho trovato solo quella rimacinata.

acqua

sale

pomodori – freschi, io prediliggo il piccadilly

aglio

olio extravergine di oliva – robusto

limone

prezzemolo

 totanetti

gamberi

vongole

capesante

 scampi

vino bianco.

Cominciamo col prepararel a fregola.

Predisponete un bel vassoio in ceramica con bordi alti o medi. La semola e una ciotola di acqua con del sale disciolto.

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Con due cucchiai dedicati aggiungete la semola e dell’aqua, dosandole, nel vassoio.

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Iniziate a lavorare con i polpastrelli, tenendo le dita separate, e realizzando movimenti cicolari leggerissimi ma veloci.

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Via via che si formano le palline, che aumentano di volume aggiungendo acqua e diminuiscono aggiungendo semola, quando l’acqua si asciuga, trasferite su un canovaccio ad asciugare ulteriormente.

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Lasciate riposare per 30 minuti, quindi trasferite su carta forno su una placca.

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Infornate per 30 minuti a 100 °C affinchè la fregola ascughi.

Prepariamo adesso il guazzetto di frutti di mare.

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Mettete alcuni spicchi di aglio a rosolare nell’olio.

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Aprite le vongole ponendole in una casseruola bassa e coperta, su fiamma bassisisma.

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Quando le vongole saranno aperte, spegnete immediatamente la fiamma, altrimenti rischiate di renderle dure.

Filtrate l’acqua fuoriuscita.

Pulite gli altri frutti di mare.

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Una volta sgusciati i gamberi, incidetene il dorso ed eliminate l’intestino sabbioso.

Predisponete i pomodori lavati su un tagliere.

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Riducete i pomodori in pezzetti.

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Rosolate i pomodori nell’olio aromatizzato con l’aglio, aggiungendo poco sale.

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Aggiungete un peperoncino secco, alloro e due quarti di limone.

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Fate andare ed aggiungete i frutti di mare, tutti tranne le vongole.

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Irrorate di vino bianco e con l’aqua delle vongole filtrata.

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Cuocete a fiamma bassa.

Lessate la fregola, dopo averla estratta dal forno e raffreddata, per otto minuti.

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Nel frattempo tritate il prezzemolo.

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Quando la fregola sta per terminare la cottura, aggiungete le vongole al guazzetto.

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Mescolate.

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Scolate la fregola e passatela nel guazzetto.

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Mescolate delicatamente su fiamma media per almeno 5 minuti, affinché il sughetto si addensi.

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Traferite in un piatto di portata e cospargete col prezzemolo tritato.

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Fabio

SPAGHETTI CAVOLI MIEI

Avendo a disposizione un bel pò di cavolo nero, e adorando la pasta e broccoli alla catanzarese… ho avuto un’idea, quella di adattare una ricetta a ingredienti diversi. La ricetta è sanissima, no soffritto ma olio a crudo , foglie verdi e… patate, sempre di ortaggio si tratta anche se, alla sua introduzione in Europa venne bollata come “ortaggio ventoso”, beh ma poi abbiamo anche il famoso proverbio che dice che il vento è salutare. In ultimo la paprika, ottimo per la circolazione.

INGREDIENTI:

cavolo nero

patate

paprika dolce

pasta – spaghetti

olio extravergine di oliva – medio

Come dicevo la ricetta è semplicissima, ma come ogni ricetta semplice, per renderla gustosa, va saputa preparare.

Predisponete su un tagliere le foglie di cavolo nero, ben pulito. essendo rugoso trattiene la terra. Quindi attenzione.

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Riducete le foglie di cavolo in strisce eliminando le parti callose. Lavate ancora per bene.

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Predisponete delle patate ben lavate su un tagliere.

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Mondate e riducetele in cubetti.

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Portate ad ebollizione abbondante acqua, salate e introducetevi il cavolo.

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Preparate della paprika dolce in una ciotolina.

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Dopo una decina di  minuti aggiungete le patate. Una volta che le patate sono a metà cottura, testata con una forchetta, aggiungete gli spaghetti.

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Cotta la pasta scolate serbando un pò di acqua di cottura.

Trasferite un una ciotola.

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Irrorate di paprika dolce.

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Mescolate aggiungendo l’acqua di cottura della pasta.

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Aggiungete olio di oliva, mescolate ancora e gli spaghetti sono pronti da servire.

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Considerate che la presenza delle patate conferiscono al piatto una sensazione ruvida al palato, se non vi piace, non adoperate le patate.

Fabio

ZUPPA DI PANE

Non avendo tutti gli ingredienti della ribollita (no verza, no porri , no fagioli),  non avendo voglia di uscire, ma avendo una voglia matta di una  zuppa di questo tipo, ne ho fatta una con quello che avevo in casa.

INGREDIENTI:

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cavolo nero

coste (bietole)

cipolle – rossa e bianca

aglio

salvia

sedano

carote

prezzemolo

patate

carciofi

conentrato di pomodoro – triplo

olio extravergine di oliva

sale

pepe

pane secco.

Mettete una casseruola con olio, l’aglio e i due tipi di cipolle affettate.

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Fate appassire a fuoco lento.

Riducete a cubetti le carote, le patate, il sedano, i carciofi.

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Mescolate con prezzemolo tritato e salvia.

Unite al soffritto, salate e fate appassire con un pò di sale.

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Aggiungete il concentrato di pomodoro e continuate la cottura a fiamma bassa.

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Lavate il cavolo nero e la bietola, tagliateli grossolanamente

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e aggiungete le foglie nella casseruala,

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mescolate, aggiustate di sale,

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e una volta appassito il tutto aggiungete acqua tiepida a coprire.

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Portate all’ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere per almeno 2 ore.

Trascorse le due ore prendete del pane raffermo o anche secco, e spezzettatelo.

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Incorporate nella minestra e fate cuocere sino a quando il pane non sarà ben inzuppato e abborbidito, quasi a spappolarsi.

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Impiattate e condite con un filo d’olio e pepe nero macinato.

Noi meridionali usiamo mettere il formaggio grattugiato ovunque… se siete in Toscana e il vostro ospite vi offre una zuppa alla loro maniera, aggiungetelo di nascosto 🙂 (ma sappiate che proprio non c i va).

Trasferite in una ciotola di coccio, un filo diolio e pepe nero macinato.

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Fabio

CACIO E PEPE ALLE CIME DI RAPA

Dall’unione di due classici primi piatti  ne ho ottenuto un terzo diverso da entrambi i genitori 🙂

INGREDIENTI:

pasta – rigatoni

rape – cime

lardo – di Colonnata

aglio

acciuga

pecorino – romano, grattugiato

parmiggiano – grattugiato

pepe nero – macinato.

Predisponete in una padella del battuto di lardo preparato come nella ricetta dei crostini.

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Predisponete le cime di rapa su un tagliere

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e taglitele grossolanamente.

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Quando il lardo sarà sciolto, a fiamma bassa, stemperate un’acciuga

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e ponete le rape ad appassire.

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Nel frattempo lessate la pasta.

In una ciotola versate i formaggi ed il pepe nero.

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Riducete in cremina con un pò di acqua di cottura della pasta.

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Quando la pasta sarà lessata saltatela in padella con il fondo di rape e lardo.

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Versate nella ciotola con cacio e pepe e mescolate.

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Fabio

TAGLIATELLE AL TARTUFO BIANCO D’ALBA

Il tartufo = una passione.

Finalmente ho trovato aperto il negozietto di “Urbano Tartufi” in via bergamo, dal momento che fanno degli orari molto particolari e che mai coincidono con i miei. Ho comprato un magnifico tartufo bianco di alba, e vai di tagliatelle fresche.

INGREDIENTI:

Tartufo bianco – di Alba

Tagliatelle all’uovo – fresche

Burro – di panna fresca

Olio extravergine di oliva – delicato.

Ingredienti semplici come solo supporto al gusto del principe della tavola.

Spazzolate il tartufo e passatelo velocementesotto l’acqua fredda. Asciugatelo.

Fate sciogliere il burro in una padella con poco olio di oliva.

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Spegnete e cospargete con pezzetto di tartufo.

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Lessate le tagliatelle e trasferitele con un servi spaghetti nella padella con l’olio, il burro ed i pezzetti di tartufo.

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Saltatele a fiamma alta, impiattate e cospargete di lamelle di tartufo.

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attenzione che le tagliatelle non risultino troppo asciutte.

Fabio

FETTUCCINE ALL’UOVO AL PESTO DI LATTUGA E SEMI DI GIRASOLE

Piove, piove e piove, indi: pasta fatta in casa. Condimento: un pesto… ma che pesto….. sommerso dalla lattuga, indi: pesto di lattuga, ma come renderlo un pò diverso dai soliti pesti alla lattuga e più strutturato? Incorporando un trito di semi di girasole biologici.

INGREDIENTI:

farina – doppio zero

uova – medie

lattuga – gentile o lollo, romana o trocadero

semi di girasole

pecorino – grattugiato

parmigiano – grattugiato

aglio

olio extrevergine di oliva – delicato

burro – lurpack salato

Cominciamo con la pasta fresca. Innanzitutto occorre dire che per ogni 100 g di farina occorre 1 uovo medio (circa 60 grammi).

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Setacciare la farina su una spianatoia, in questa maniera elimineremo i grumi e faremo prendere aria alla farina.

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Fatene una fontana.

Rompere 3 uova (ho usato 300 grammi di farina)

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e mescolarle con una forchetta in una ciotola.

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Mettere le uova nel centro della fontana di farina e cominciare prima a mescolare e dopo a impastare.

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Una volta che tutta la farina sarà amalgamata con le uova, impastate per almeno 10, o anche 15 minuti. L’impasto deve essere abbastanza morbido ma non appiccicoso, setoso. La morbidezza ulteriore per la successiva lavorazione, ‘impasto l’acquisterà durante il tempo di riposo.

A questo punto fate una palla dell’impasto ottenuto

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avvolgertela in un canovaccio umido,

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capovolgetevi sopra una scodella di vetro, e fate riposare dai 30 ai 45 minuti.

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Trascorso il tempo di riposo occorrerà tirare la sfoglia con un mattarello o con la macchina a manovella, che io non ho 🙂

Se l’ impasto è ottimale occorrerà pochissima farina sulla spianatoia  e sulla sfoglia che via via otterrete. Quindi datevi da fare e pezzo dopo pezzo tiratene una sfoglia sottile e di spessore omogeneo.

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Arrotolate ciascuna sfoglia ottenuta

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e sezionatela in rotolini, utilizzando in coltello affilatissimo e operando una pressione la più leggera possibile. Veloce il taglio mi raccomando, come quando si fa una iniezione, mano morbida ma ferma e movimento costante.

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Svolgete i rotolini e passate le fettuccine su un vassoio ad asciugare.

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Per porzionare meglio le fettuccine fatene con delicatezza dei nidi.

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La pasta deve cuocere in abbondantissima acqua salata bollente, massimo 5 minuti anche se dipende dallo spessore della sfoglia.

al momento di scolarla, non fatelo rovesciando la pasta in uno scolapasta, ma prelevandola con un servi-spaghetti e adagiandola in una scodella.

Per il pesto (che dovrete preparare prima di bollire la pasta):

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tritate i semi di girasole con un frullatore a braccio o a bicchiere.

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Lavate per bene la lattuga ed asciugatela molto bene.

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Ponetela in una caraffa e frullatela.

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Mescolate i due componenti, addizionate uno spicchio di aglio piccolo e sbucciato, parmigiano e pecorino parmigiano, e

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riprendete, frullando con olio extravergine di oliva.

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Otetrete un bel pesto verdo e granuloso.

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Scolata la pasta, mescolate con il pesto e rendete cremoso il tutto con un pò di acqua della pasta.

Impiattate e servite.

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Fabio

SPAGHETTI AI POMODORI GRATINATI

Questa pasta dal gusto deciso è, per quanto mi riguarda, una delizia per un palato che ama i sapori di una volta.

semplicissima da fare, un pò più lunga rispetto ai tempi di un sugo in tegame.

INGREDIENTI:

pomodori – tondi a grappolo, in alternativa piccadilly, pachino o ciliegini.

olio extravergine di oliva – robusto

pangrattato

pepe nero – macinato

paprika dolce – “pipareddu ducia”, un must nella cucina calabrese

parmigiano – grattugiato

pecorino – grattugiato

sale

pasta – in questo caso direi che gli spaghettini (cottura 7-9 minuti) sono da preferire.

Cominciate a preparare il pangrattato aromarizzato come descritto nella ricetta della “pasta e cucuzzi”

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Dopo aver lavato i pomodori tagliateli a metà.

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Disponeteli in una teglia in cui avrete precedentemente steso un pò di olio extravergine.

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Salate in superficie e coprite bene con il pangrattato.

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Aggiungete olio a filo.

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Coprite con un foglio di alluminio ed infornate a 180°C per 90 minuti.

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Dopo un’ora togliete il foglio di alluminio.

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E continuate la cottura.

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Sfornate , serbate tre pomodori interi, e schiacciate i restanti con una forchetta.

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Lessate la pasta e dopo averla scolata versatela nella teglia, mescolate, impiattate e servite adagiando i tre pomodori interi “ncoppa a pasta”

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Fabio

PASTINA CASU E OVU

Sono sempre indeciso se inserire nel blog le ricette semplicissime, ovvero le ricette non ricette, alla fine penso che, anche se sono più delle idee che delle ricette, vada la pena.

Questa è una pastina che io amo molto e me la preparavano da piccolo e che, di tanto in tanto, visto la rapidità e le doti nutrienti e sostanziose, mi preparo anche da adulto e da solo.

Nota: avrete notato che , oltre alla ricetta, ad essere vintage è anche il piatto… questo è un piatto che mi segue da 20 anni esatti ed è stato fatto a Vieste 🙂

INGREDIENTI:

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pastina – io preferisco i risoni

uovo – grande, extra fresco

parmigiano – grattugiato

prezzemolo.

Tritate il prezzemolo.

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Mettete a bollire la pastina in abbondante acqua salata.

Quando la pastina ha raggiunto il grado di cottura indicato scolatela serbando un pò dell’acqua di cottura.

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Stemperate nella pastina, dopo averla trasferita in una ciotola, 1 uovo e mescolate con energia.

Aggiungete abbondante parmigiano grattugiato e prezzemolo e mescolate.

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Per una consistenza più fluida, in quanto la consistenza deve essere cremosa,  bagnate con un pò di acqua di cottura che avrete messo da parte e mescolate.

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Fabio

PASTA E CUCUZZI

Zia Mimma e Zia Rosina docent! Va da se che questa è una ricetta storica e familiare, fortemente legata alla terra di origine. Nel blog esiste già una pasta con le zucchine, che ho appunto chiamato “pasta con le zucchine (nuova)” , ecco spiegato il perchè, questa che sto per descrivere è la ricetta storica, un pò più lunga da realizzare, ma neanche tanto. Pasta antica. Dovendo dirla tutta.. all’epoca…in casa mia…non è che l’impiattamento fosse molto curato 🙂

INGREDIENTI:

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 zucchine – per questa ricetta preferisco utilizzare il tipo “tondo”, più dolce, ma anche le classiche lunghe possono essere impiegate

passata di pomodoro – liscia

aglio

olio extravergine di oliva – robusto

pangrattato

pepe nero – macinato

paprika dolce – “pipareddu ducia”, un must nella cucina calabrese

parmigiano – grattugiato

pecorino – grattugiato

sale

pasta – io preferisco gli spaghetti, ma linguine, vermicelli, penne, rigatoni, mezze maniche,possono essere un’alternativa

Come prima cosa dovete realizzare un semplice sughetto all’aglio. Rosolate del’aglio in un pò do olio,

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aggiungete la passata, un pò di sale, mezzo bicchiere di acqua e fate andare a fuoco lento.

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In una ciotola mettete il pangrattato, il parmigiano, il pecorino, il pepe nero, la paprika dolce, poco sale.

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Mescolate per rendere la miscela omogenea.

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Riducete le zucchine in cubetti.

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Scaldate in una casseruola poco olio e, una volta tiepido, aggiungete le zucchine con poco sale, dopo qualche colpo di mestolo a fiamma sostenuta, abbassate al  minimo, coprite con il coperchio e lasciate stufare.

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La cottura dovrà continuare sino a quando le zucchine passeranno da un bianco solido della polpa a quasi un giallino trasparente.

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E’ il momento di aggiungere il sugo che avete preparato. Continuate la cottura sino a quando il sugo virerà dal rosso carminio del pomodoro crudo a un bel vermiglio.

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A questo punto aggiungete, sempre su fiamma molto bassa, un cucchiaio del pangrattato aromatizzato, girate per far cuocere, e continuate con altro pangrattato.

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Ogni volta dovrete mescolare tra un’aggiunta e la successiva, affinchè il pangrattato cuocia. La consistenza diventerà sempre meno fluida e acquisterà una consistenza cremosa. Attenzione a non esagerare con il pangrattato, rischierete di ottenere uno sformato 🙂

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Questo è il condimento della pasta.

Impiattate e buon appetito.

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Fabio

MEZZE MANICHE GAUGUIN

Progetto culinario nato da ingredienti a disposizione una sera. Risultato dai colori morbidi e dal contrasto violento. Buono il sapore.

INGREDIENTI:

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zucca – la regina dell’autunno

porri

ricotta – di capra

parmigiano – grattugiato

pepe nero – facoltativo

burro

brodo granulare

semi di papavero

prosciutto crudo – facoltativo

pasta – mezze maniche rigate

colorante per paella – in alternativa: zafferano

olio extravergine di oliva – delicato

sale.

Riducete i porri a rondelle

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Riducete la zucca a lamelle.

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Sciogliete del burro in poco olio in una casseruola.

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Rosolate i porri nel burro fuso dopo averli cosparsi con poco brodo granulare.

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Aggiungete la zucca e mescolate.

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Proseguite sino a quando la zucca non avrà perso la sua forma originale, quindi abbassate la fiamma e proseguite la cottura,  aggiungendo mezza tazzina di acqua in cui avrete stemperato il colorante o lo zafferano.

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Aggiungete la ricottina e mesolate.

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Aggiungete il parmigiano, i semi di papavero e mescolate.

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Il risultato finale del condimento è il seguente

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Riducete il pezzo di prosciutto crudo in piccoli pezzettini

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Rosolate il prosciutto in una pentolina antiaderente fino ad ottenerne un crumble croccante.

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Una volta cotta la pasta conditela con il condimento e disponetevi sopra il crumble di prosciutto crudo.

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Fabio