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VROCCULI AFFUCATI (BROCCOLI AFFOGATI)

Finalmente ci siamo! Questa è una ricetta che più tradizionale non si può, non mancava mai sulla mensa di Natale e Capodanno nella nostra famiglia.

Come alcune altre ricette di questo blog, e della mia tradizione familiare,  è anch’essa da definire magica. Per me magiche sono tutte quelle ricette che, partendo da pochi ingredienti e da una preparazione quasi “one shot”,  portano ad un risultato finale di un gusto complesso e strutturato, quasi ci fosse dietro una lunghissima preparazione, trasformando il sapore di ciascun ingrediente in una fusione tale da rendere tutto insieme qualcosa di diverso, unico e nuovo.

L’aggettivo “affogato” è dovuto alla modalità di preparazione, si utilizza una pentola ed un coperchio leggermente più piccolo del diametro della pentola stessa, tale da poter realizzare un effetto stantuffo, come una siringa per intenderci. In questa maniera si pressano i broccoli, affogandoli, appunto.

INGREDIENTI:

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broccoli

cipolla – rossa di Tropea

aglio

 sale

pepe nero

paprika dolce

alloro

olio extravergine di oliva – robusto.

Riducete i broccoli in mazzetti,  e lavateli sotto abbonante acqua fredda.  Non asciugate i broccoli, l’aqua di lavaggio trattenuta è essenziale alla preparazione.

Tagliate la cipolla e sbucciate l’aglio.

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Trasferite i broccoli ben bagnati in una casseruola, aggiungete l’aglio, la cipolla, l’alloro, il pepe nero, la paprica dolce, poco sale e l’olio.

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Mescolate per bene.

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Pressateli con un coperchio di dimensioni tali da scivolare all’interno della pentola.

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Metette il tutto su fiamma bassissima, la più bassa possibile, eventualmente girando la manopola nel senso dello spegnimento della fiamma e fermandovi poco prima. La fiamma bassa standard risulta essere troppo alta.

Fate cuocere sino a quando il broccoli passano dal colore verde smeraldo iniziale al colore verde marcio.

Di tanto in tanto, ma pochissime volte, sollevate il coperchio e mescolate, se necessario aggiungete pochissima altra acqua, per evitare che tutto bruci.

Quando saranno pronti capovolgete in un piatto e servite. Quando sono tiepidi o addirittura  temperatura ambiente, anzichè caldi, sono ancora più saporiti.

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Fabio

PURE’ DI PATATE

Che commento fare se non che è talmente un classico della nostra cucina che solo a nominarlo pensiamo in un attimo a tutta la nostra vita 🙂

INGREDIENTI:

patate – per le ricette per le quali le patate sono da lessare, il tipo ideale è la patata pasta bianca

burro – io sono appassionato del lurpack salato

latte – intero

parmigiano – grattuggiato

Lavate le patate e trasferitele in una pentola dai bordi alti.

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Coprite di acqua e mettete a bollire.

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Una volta cotte, dipende dalla dimensione, ma non ci si sbaglia se infilando in una patata un forchettone questo non incontra ostacolo, scolarle. Il consiglio ovvio è di utilizzare patate di dimensioni simili tra loro per evitare che abbiano a fine cottura consistenza diversa.

Quindi, scolate

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e spellate ancora calde.

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Schiacciate le patate con un passa verdure o con un più adatto schiacciapatate.

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Addizionate il burro a pezzetti e mescolate affinchè si sciolga con il calore delle patate ancora calde, appunto.

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Addizionate di formaggio parmigiano grattugiato e mescolate bene.

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A questo punto stemperate poco alla volta con del latte,

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fino ad ottenere una crema molto fluida.

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In sostanza il purè deve essere liquido e poi rapprendersi durante la cottura per dare il tempo a tutti gli ingredienti crudi di cuocere.

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Passate sul fuoco basso e mescolate sino a quando il purè non avrà acquisito la consistenza tipica. Questa è la parte più “argh”! Ci si mette un bel pò.

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Impiattate.

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la lucidità è dovuta al fatto che il purè era ancora molto caldo, diventa opaco, come di consueto, raffreddando… ma ora non ho voglia di rifotografarlo tiepido, devo mangiareeee… 🙂

Fabio

CRAUTI DI CAVOLO ROSSO

Per la prima volta mi accingo a cucinare il cavolo rosso, una specie di cavolo capuccio dal colore viola-magenta brillante. La ricetta per eccellenza da ottenere con il cavolo rosso sono i crauti. Partiamo!

INGREDIENTI:

cavolo rosso

zucchero

sale

aceto

cipolla

brodo granulare

olio extra vergine di oliva

vino rosso

Predisponete il cavolo su un tagliere.

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Eliminate le foglie esterne e tagliatelo in quattro parti.

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Eliminate la parte dura centrale e procedete ad affettare il cavolo per ottenerne delle striscioline sottili.

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Lavate bene.

“Quando preleverete dall’acqua di lavaggio le fettuccine di cavolo non allarmatevi, l’acqua avrà assunto una intensa colorazione blu acciaio.

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Questo fenomeno è causato dal rilascio delle antocianine, della famiglia dei flavonoidi, contenute in tanti frutti rossi e non ultimo nel vino. La particolarità di queste sostanze, oltre al benefico effetto antiossidante, è che sono degli indicatori sensibili al pH delle soluzioni, ovvero alla loro acidità/basicità, assumendo varie colorazioni a seconda, appunto, dell’acidità della soluzione stessa . Il colore blu impartito all’acqua è indice di pH compreso tra 5 e 7, ovvero piuttosto neutro, se provate ad aggiungere aceto o succo di limone, osserverete un repentino cambiamento (viraggio) dal blu al rosa o rosso a seconda dell’acidità raggiunta. Qualora aggiungeste delle sostanze basiche vedreste il viraggio verso il verde.

Troverete un piccolo esperimento dimostrativo nella sezione “idee e trucchi”  dal titolo:  “colori del cavolo” .

Proseguiamo. Dopo aver asciugato per bene le fettucce di cavolo o mediante una centrifuga o a mano con un canovaccio, dovete addizionarle di zucchero, un cucchiaio raso, sale, e mezzo bicchiere di aceto.

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Mescolate e rimescolate affinché il cavolo sia intriso di questi ingredienti.Ttrasferite in una capace terrina di ceramica, coprite con una pellicola e lasciate fermentare per circa 24 ore, mescolando di tanto in tanto, anche agitando la terrina senza necessariamente asportare la pellicola.

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L’aspetto dopo 24 ore di macerazione/fermentazione è il seguente.

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Predisponete due grosse cipolle su un tagliere.

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Sbucciatele eliminando la carticola e la prima foglia e riducetele in fette.

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Mettete la cipolla così preparata in un capace tegame contenente olio extravergine di oliva, salate e fate rosolare.

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Quando la cipolla sarà ben appassita:

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aggiungete le fettucce di cavolo che avrete fatto sgocciolare per bene dal liquido di marinatura, cospargete di brodo granulare e fate andare a fuoco vivace.

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Irrorate successivamente con del vino rosso robusto, ancora un pò di fiamma alta, poi acqua tiepida fino a coprire il cavolo e,

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raggiunta l’ebollizione, abbassate la fiamma e fate andare a fuoco lento sino a quando tutto il liquido non sarà evaporato.

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E’ il momento di impiattare e servire.

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Fabio

PINZIMONIO CON CITRONETTE ALLA SENAPE

Nessun preambolo per questo semplice accompagnamento, solo una lista di ortaggi e una semplice preparazione della “puccia”. La perizia da impiegare in questo piatto è il taglio delle verdure e le proporzioni per ottenere un’emulsione stabile per tutta la durata del pasto.

INGREDIENTI:

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cipollotti

carote

peperone

sedano

pomodoro verde

carciofo

ravanelli

cetriolo

finocchi

limoni

senape – media

olio extravergine di oliva  – delicato

sale.

Lavate ed affettate gli ortaggi.

La cura di questo piatto è quella di affettare finemente le verdure. Considerate che per quanto riguarda il carciofo dovete prelevarne solo il cuore più tenero, eliminando eventualmente la barba pungente che alcuni tipi di carciofo hanno.

Il cetriolo ed il pomodoro vanno privati della parte centrale contenente i semi.

I cipollotti sono da servire interi.

I ravanelli devono serbare la parte radicale, quindi sono da eliminare solo le foglie.

Disponete su un piatto da portata.

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Per la citronette, spremete i limoni e stemperate nel succo un cucchiaino di senape e del sale.

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Sbattete con una forchetta o una frusta.

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Aggiungete tanto olio, in porzioni, per quanto succo di limone avete utilizzato.

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Questa citronette può essere servita a parte per insaporire le verdure.

Fabio

PATATELLE ARROSTO

Sono sempre più convinto che spesso sono le ricette più semplici le più difficili da rendere molto gustose, e che sono quelle dove sono le piccole accortezze a fare la differenza.

Quante volte vi sarà capitato di non essere soddisfatti delle semplici patate al forno che avete preparato?

Ovvio che il tipo di patata, in questo caso, è fondamentale affinchè il risultato sia strepitoso. Occorre utilizzare il tipo di patata consigliato per questa preparazione.

INGREDIENTI:

patate – gialle, da arrosto

aglio – secco, assolutamente in camicia….non lo pelate! Meglio se rosso.

rosmarino – fresco

olio extravergine di oliva – robusto

sale.

Tagliate le patate a pezzi di media dimensioni, ovviamente di dimensione uniforme, per ottenere una cottura uniforme. Trasferite in una teglia ed aggiungete l’aglio vestito, il rosmarino, il sale e l’olio. Mescolate.

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Infornate in forno preriscaldato a 200°C per almeno 45 minuti, o comunque sino a quando le patate non avranno formato una crosticina ben dorata. Sfornate.

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Mescolate con cura e delicatamente con l’ausilo di una paletta per fritti, cercando di inserirsi tra le patate e la teglia.

Trasferite in un piatto da portata e servite abbastanza calde.

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Fabio

RADICCHIO INDIAVOLATO

Mi sono sempre chiesto se, inserire o meno le ricette semplicissime su questo blog, ha o meno senso. La risposta che a questo punto mi sono dato è: SI! Si perchè magari possono essere viste più che come ricette come consigli, come idee.

In questo caso, comunque, per me questa modalità di gustare il radicchio è stata una scoperta di quando ero poco più che ventenne e, adorando il tabasco, è diventata un must, nel senso che ne mangerei a chili.

E poi sono sempre dell’idea che, anche le ricette più semplici,  possono aver bisogno di piccoli ma essenziali accorgimenti.

INGREDIENTI:

radicchio – tondo, di Chioggia

tabasco – rosso o verde

olio extravergine di oliva – di media intensità

sale.

Lavare ed asciugare il radicchio. Per questa ricetta è essenziale che il radicchio sia asciugato accuratamente, altrimente rischiate di bollire il radicchio anzichè arrostirlo.

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Spezzate il radicchio con le mani, la verdura sarebbe da manipolare così, anzichè utilizzare lame, o al limite utilizzate coltelli in ceramica, quelle in metallo ossidano più facilmente, e quindi anneriscono, la verdura.

Scaldare in maniera intensa una bistecchiera in ghisa cosparsa di sale.

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Disporre il radicchio sulla bistecchiera, non preoccupatevi di una  quantità apparentemente sovrabbondante, con la cottura, perdendo il contenuto di liquido, la quantità originaria si ridurrà in maniera importante.

Prima:

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Dopo:

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Trasferire in un piatto

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cospargere di tabasco per quanto riuscite a sopportarne il piccante,

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irrorate di olio.

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Servire tiepido.

Piccolo aneddoto di saggezza popolare, magari non propio raffinato ma che dipinge, anche se in maniera colorata, la realtà. In Calabria si dice:

il peperoncino si paga tre volte.. permettetemi di non spiegarne il significato, sono certo che ciascuno di voi saprà dargli la giusta interpretazione.

Fabio

PEPERONI ARROSTO SOTT’OLIO

Questi peperoni li ho visti preparare da sempre, venivano gustati da soli o in accompagnamento al lesso o alle patate lesse e schiacciate. In origine venivano arrostiti su una bistecchiera di ghisa, io ho utilizzato il forno ma, quello che non ho cambiato, è un passaggio magari un pò strambo ma, che mi fa tanto giovinezza…. il passaggio della busta di plastica 🙂

INGREDIENTI:

peperoni – rossi, gialli e verdi

olio extravergine di oliva – robusto

aglio – secco

basilico

sale

Predisponete i peperoni interi su una placca da forno rivestita con carta forno.

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Infornate a 200°C girandoli su tutti i lati fino a bruciacchiarne l’esterno.

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Trasferite in una busta di plastica (non biodegradabile, all’epoca dei fatti non esistevano neanche), chiudete per bene e lasciate intiepidire.

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Preparate una marinata con olio, sale, basilico ed aglio tritato.

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Quando saranno tiepidi e manipolabili, spellate i peperoni, eliminate i semi e riduceteli a strisce.

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Metette i peperoni nella marinata, lasciate riposare un pò e servite. Si mantengono per giorni.

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Fabio

MELANZANE ITALIA

Contorno estemporaneo inventato lì per lì, data di nascita: oggi! Italia per via dei colori: bianco, rosso e verde.

INGREDIENTI:

melanzane – nere lunghe

aglio – secco, rosso

peperoncino – rosso, fresco, poco piccante

menta – fresca

olio extravergine di oliva– robusto

aceto – di vino, bianco

sale

Affettate le melanzane e riducetele a spicchi.

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Affettate il peperoncino privato dei semi, l’aglio grossolanamente (così da poterlo scartare), e tritate grossolanamente la menta.

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Mescolate i tre aromi.

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Stemperate il trito con olio extravergine di oliva.

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Lessate le melanzane in abbondante acqua salata. Bollite dai 5 ai 10 minuti a seconda se preferite le melanzane più o meno in forma.

Scolate, spruzzate con aceto e strizzate, io ho utilizzato uno schiaccia patate.

Mescolate le melanzane ben strizzate con la marinata.

Impiattate e servite.

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Fabio

PATATI E PIPAREDDI (PIPI E PATATI O PATATE E PEPERONI)

Nonostante la globalizzazione imperante alcune cose rimangono confinate in ben definite regioni, è il caso delle patate di Decollatura e dei peperoni verdi, dolci e tondi. Entrambi questi ingredienti, pilastri di questo piatto, non li ho mai trovati al di fuori della Calabria. Solo la cipolla di Tropea ne ha varcato i confini. Ad ogni modo possiamo utilizzare delle alternative, patate adatte per essere fritte e peperoni friggitelli, sempre verdi e dolci, ma di forma allungata. Questo era il piatto forte del babbo, quando si metteva ai fornelli gli venivano sempre commissionati, spesso la domenica sera quando poteva rilassarsi un poco. C’è chi cuoce tutto insieme ma, le patate si spappolano e, anche se pure questa è una variante accreditata, a me piace diversamente. Quindi prima i peperoni poi lepatate, e poi seguite la ricetta di seguito… che era quella di babbo. Dichiaro che questa ricetta è un CULT.

INGREDIENTI:

patate – adatte per essere fritte.

peperoni – verdi e dolci, se non trovate quelli calabresi tondi, ripiegate per i frigitelli, caratteristiche simili ma di forma allungata.

cipolla – questa necessariamente rossa, di Tropea.

olio di semi – per friggere.

olio di oliva extravergine – per soffriggere.

sale – da aggiungere alla fine.

Sbucciate le patate ed affettatele a spicchi abbastanza sottili. Ponetele in acqua abbondante sino al momento di friggerle. La forma in cui ridurre le patate, potete dedurla dalla foto.

patate crude

Lavate i peperoni, eliminate il picciolo ed i semi, e divideteli a metà, o in tre parti se sono molto lunghi.

peperoni crudi

Asciugare bene gli ortaggi con un canovaccio prima di friggere.

Friggete separatamente, ma nello stesso olio caldissimo, prima i peperoni e poi le patate. Via via che togliete dall’olio metteteli sulla utilissima carta per fritti (un tempo si utilizzava la nostalgica carta del pane).

patate e peperoni in teglia

Terminata questa prima parte, fate dorare la cipolla, tagliata ad anelli, in poco olio extravergine di oliva, unite le patate e i peperoni precedentemente fritti, e mescolate tutto ancora sul fuoco per un pò. Anche se la cipolla dovesse un pò bruciacchiarsi: tranquilli! In questo piatto è il suo destino!

cipolle crude

pipi e patate in padella

Aggiungo: i patati e pipareddi,  il giorno seguente,  sono ancora meglio che appena preparati.

pipi e patate

Fabio

 

 

 

AGRETTI (BARBA DI FRATE)

Ho sempre notato questa verdura andando a fare la spesa e mi ha sempre incuriosito. ma solo da pochi anni mi sono deciso a provarli: fantastici! Sono in vendita solo per poco tempo, nella tarda primavera. A parte l’alto contenuto di sale, essendo una pianta che cresce nelle zona costiere, per il resto ha ottime propietà depurative ed è ricca di vitamine  sali minerali e fibre.

INGREDIENTI:

agretti – freschissimi.

olio di oliva extravergine – come lo preferite.

limone – limone 🙂

sale– sale 🙂

Io li preparo nella seguente maniera: dopo aver eliminato le  piccole radici ed il primo tratto del fusto di consistenza coriacea, lavo molto bene gli agretti, più e più volte fino a quando l’aqua di lavaggio non risulta limpida.

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Trasferisco gli agretti in acqua bollente salata e lascio bollire. Quando gli agretti avranno cambiato colore, cinque minuti più tardi elimino l’acqua di cottura mediante un colapasta.

agretti 2

Ancora fumanti ,ma avendo eliminato accuratamente l’acqua di cottura, trasferisco gli agretti in una ciotola e cospargo  con una citronette composta da olio di oliva extravergine, limone e sale. Lascio riposare fino ad intiepidire il tutto e porto in tavola.

agretti 3

Per una citronette ottimale, ovvero un’ emulsione stabile per il tempo necessario, la quantità di olio deve essere pari alla quantità di limone, e dopo l’aggiunta di poco sale, occorre emulsionare vigorosamente con l’ausilio di una forchetta.

Fabio