SEDANINI TIEPIDI DI MARIAPAOLA ALBERTA

Semplicissima ma molto gustosa pasta estiva la cui ricetta mi è stata regalata da un caro amico, a sua volta mutuata dal cuoco di una nota Signora di stile. Ricetta adatta anche ai palati più difficili,  apprezzata per la sobrietà del suo gusto.

INGREDIENTI:

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sedanini rigati – in alternativa penne, liscie o rigate.

radicchio – di Chioggia o di Treviso

speck – stagionato

peperoncino – secco, dolce (facoltativo)

parmigiano -stagionato in scaglie

olio – estravergine di oliva, gusto delicato

Una volta ridotto lo speck in fiammiferi saltarlo in padella con olio e peperoncino dolce secco.

Prima:

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Dopo:

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Lavare ed asciugare bene il radicchio in foglie. Procedere riducendo le foglie di radicchio in striscioline.

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Predisporre il radicchio, così preparato, in una insalatiera. Preparare le scaglie di parmigiano.

Lessare la pasta ed appena scolata, versarla sul radicchio. Mescolare,  irrorare con l’olio e lo speck, dunque lasciare riposare 5 minuti.

Impiattare e cospargere di scaglie di parmigiano

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Fabio

CIAMB-RAMEN

il ramen è una tipica zuppa giapponese/cinese con moltissime varianti, sono una specie di speciali tagliolini in brodo serviti in tipiche ciotole.  E’ uno street food in questi paesi, e sempre presenti nei cartoni animati giapponesi nelle mani dei protagonisti. Se li volete gustare ottimi, a Milano è aperto da un pò “Casa Ramen” ,specialissimo locale gestito con passione da un superlativo cuoco che,  prima di iniziare la sua attività, ha studiato a fondo questo piatto tradizionale (lui prepara anche la pasta fresca). La mia ricetta è una personalizzazione del piatto, da cui il nome di CIAMB-RAMEN 🙂

INGREDIENTI:

acqua

miso: occorre procurarsi la pasta di miso nei negozi specializzati

olio di sesamo: da procurarsi nei negozzi specializzati. E’ un ingrediente essenziale per dare al piatto il suo caratteristico sapore/odore

salsa di soia – meglio quella meno sapida

sake

brodo granulare – io utilizzo quello che ha meno sapore di glutammato

concentrato di pomodoro – triplo

zenzero  – fresco

pomodori secchi – non sott’olio, da fare rinvenire in acqua

cipollotti – bianchi

funghi secchi neri cinesi – in vendita nei negozi specializzati (facoltativi)

aglio – secco

sale

uova

alga kombu – in vendita nei negozi specializzati

lonza di maiale – fettine sottilissime

noodles –  si reperiscono sia nei supermercati che nei negozi asiatici, la qualità più spessa è preferibile.

Di seguito le foto di alcuni  tra gli ingredienti più particolari:

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Rassodare le uova ponendole in acqua fredda e poi bollendole per non più di 5 minuti dalla ripresa del bollore, in questa maniera il tuorlo rimarrà leggermente cremoso.

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Mettere a bagno in acqua i funghi secchi e l’alga kombu.

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I funghi in circa mezz’ora assumeranno questo aspetto:

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Lessare l’alga in acqua bollente per 10 minuti.

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Predisporre una pentola per il brodo riempendola con acqua fredda.

Stemperare il miso con il sakè:

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fino ad ottenere una crema omogenea: aggiungerla nell’ acqua del brodo.

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In una seconda ciotola stemperare il  concentrato di pomodoro ed il brodo granulare con la salsa di soia: aggiungerla nell’acqua del brodo.

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Rinvenire i pomodori secchi per 10 minuti in acqua calda. Strizzare i pomodori secchi ed i funghi e ridurli in listarelle: aggiungerli al brodo.

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Preparare delle fettucce di alga kombu lessata. Preparare anche due rettangoli della stessa alga da aggiungere al piatto finale. Aggiungere le fettucce al brodo.

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Affettare lo zenzero: aggiungerlo al brodo.

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Affettare come fa foto la parte bianca dei cipollotti, aggiungerne una parte al brodo e serbarne la rimanente per rosolare la carne.

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Affettare la parte verde dei cipollotti a rondelle e listarelle, le listarelle andranno aggiunte al brodo, le rondelle si aggiungeranno al piatto alla fine.

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Aggiungere nel brodo uno spicchio di aglio. Mescolare gli ingredienti del brodo nell’acqua e verificarne la sapidità, eventualmente aggiungere sale o altre quantità degli ingredienti già aggiunti per equilibrarne i sapori. Sobollire per almeno un’ora.

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Nel frattempo rosolare i cipollotti in una padella con olio di sesamo:

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Aggiungere le fettine di lonza e rosolarle da entrambi i lati:

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Traferire temporaneamente le fettine in un piatto, aggiungere al fondo di cottura la salsa di soia, restringere, quindi aggiungere di nuovo la carne e insaporirla da entrambi i lati:

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Sgusciare le uova sode e tagliarle a metà. Metteremo da parte gli ingredienti per la guarnizione

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Lessare i noodles in acqua salata, eliminare l’acqua con l’ausilio di un colapasta e predisporre in una ciotola.

Aggiungere abbondante brodo sino a coprire i noodles, il brodo è preventivamente da filtrare o, in alternativa, da prelevare con un mestolo evitando il più possibile di raccogliere gli ingredienti presenti al suo interno.

Adagiare nella ciotola contenente il brodo ed i noodles: due fettine di carne, le uova, il rettangolo di alga kombu e le rondelle della parte verde del cipollotto:

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Fabio

A TIANA

Cominciamo subito col dire che “tiana” è la denominazione dialettale calabrese di “teglia”. In questo caso quindi siamo difronte ad un classico “tropo” o “traslato”, la figura retorica in questione è la “metonimia”, ovvero quando il contenuto si identifica con il contenitore. Qesto piatto  è in sostanza una teglia di agnello, piselli, carciofi e patate, gratinati.

INGREDIENTI:

 agnello – costolette o pezzi misti

cipolla – rossa

olio extravergine di oliva – robusto

pepe nero – macinato

vino bianco – secco

carciofi – cuori, freschi o congelati

piselli – medi, freschi o congelati

pangrattato

paprika dolce – macinata

aglio – in polvere

formaggio parmigiano – grattugiato

formaggio pecorino – grattugiato

sale – fino.

Lessare i carciofi ed i piselli in acqua bollente salata.

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Affettare le patate in fette spesse non più di mezzo centimetro

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Porre le patate in una teglia, aggiungere sale ed olio e mescolare.

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Rosolare la cipolla in un tegame, quindi rosolare l’agnello e sfumarlo con vino bianco secco.

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Aggiungere i piselli ed i carciofi lessati.

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Aggiungere le patate precedentemente preparate e condite.

Nel frattempo preparare il consueto pangrattato profumato, miscelando pangratatto, sale, pepe nero, paprika dolce ed aglio in polvere.

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Versare il contenuto della casseruola in una teglia unta, e cospargere con il pane profumato.

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Vaporizzare con acqua, un filo di olio, coprire con foglio di alluminio ed informare a 180°C; trenta minuti con il foglio di alluminio applicato e 30 minuti senza (le patate devono essere ben cotte).

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Fabio

ZUCCHINE RIPIENE MADE IN SUD

Questa è una versione di zucchine ripiene come si fanno in alcune regioni del sud, come al solito a scapito della leggerezza per il sapore.

E’ un adattamento della versione delle melanzane ripiene, che un giorno appariranno su questo blog ma, in bianco (le melanzane ripiene calabresi sono rosse, al pomodoro).

INGREDIENTI:

pane raffermo – meglio del tipo antenna

formaggio parmigiano – grattugiato

formaggio pecorino – grattugiato

carne – trita di manzo

uova – 2 piccole e intere

pepe nero – macinato

paprica dolce – macinata

aglio – secco in polvere

sale – fino

zucchine – di media dimensione

olio di oliva estravergine – saporito.

Mettete a bagno in acqua del pane raffermo.

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Predisponete le zucchine sul tagliere

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Tagliate le estremità delle zucchine e separatele a metà nel senso della lunghezza. Scavatene l’interno e serbatelo.

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Lessate per non più di sette minuti le zucchine in abbondante acqua bollente salata. Fate altrettando con la polpa. Scolate e lasciate freddare.

Strizzate il pane nella maniera più accurata possibile e aggiungete i formaggi, le spezie, le uova ed il sale.

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Impastate come per preparare le polpette.

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Aggiungete la polpa delle zucchine lessata e strizzata e impastate ancora.

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Scaldate dell’ olio extravergine in una padella, aggiungete l’impasto ottenuto e mescolate perchè si asciughi e si rosoli.

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Rimuovete dalla padella e adagiate su un tagliere. Fate una mattonella e lasciate raffreddare in maniera da poterlo maneggiare con le mani.

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A questo punto, con grande accortezza evitando di romperle, riempite le zucchine con l’impasto e trasferite in una teglia foderata di carta forno unta.

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Infornate per 45 minuti a 200°C.

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Lasciate un pò raffreddare, impiattate e servite.

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Fabio

RISOTTO AL TARTUFO ESTIVO

Per gli amanti del tartufo questo è un ottimo piatto, ed anche più economico di quello classico per via che lo scorzone, o tartufo estivo, è meno intenso ma anche più economico dei più pregiati tartufi bianco e nero.

Il procedimento è quello di un classico risotto con la sola accortezza di incorporare il tartufo dopo un passaggio che gli consente di sprigionare il suo aroma.

INGREDIENTI:

riso – carnaroli se lo avete

cipolla – gialla o bianca

brodo – di carne se lo preparate da zero o granulare vegetale della knorr se utilizzate quello istantaneo

burro – meglio se di panna fresca

tartufo estivo – io ho trovato quello conservato in piccoli barattolini di vetro

vino bianco – secco

formaggio parmigiano – grattugiato, se lo gradite.

Iniziate preparando un piccolo battuto di cipolla.

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In una casseruola fate sciogliere la maggior parte del burro e lasciatevi dorare la cipolla.

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Tostate il riso, operazione essenziale per la riuscita del risotto.

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Sfumate con poco vino bianco e, una volta fatto evaporare il vino, aggiungete i primi due mestoli di brodo caldo.

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Mescolate a fiamma bassa e lasciate evaporare. Continuate aggiungendo un mestolo di brodo alla volta, ed aggiungete il successivo quando quello precedente si sarà ridotto. Questa operazione deve continuare sino a che il riso non risulti della consistenza desiderata.

Nel frattempo affettate il tartufo in sottilissime lamelle e fate sciogliere in una padellina del burro con un poco di olio (se avete del burro al tartufo utilizzatelo).

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Aggiungete le fettine di tartufo e lasciate cuocere  schiacciando con un mestolo per lasciare che l’aroma del tartufo si sprigioni.

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Questo composto è da aggiungere al risotto a 3/4 della cottura.

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Continuate fino ad ottenere la cottura del riso, quindi spegnete la fiamma e aspettate 5 minuti per la mantecazione, comprendo la casseruola.

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Impiattate e servite, eventualmente aggiungendo prima del parmigiano a mantecare.

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Fabio

LA CROCROSTATA

Questo dolce è una elaborazione al contrario della ricetta di zia Mimma, nel senso che la base di pasta frolla l’ho riportata un pò più verso la tradizionale pasta frolla rispetto alle modifiche che mi avevano insegnato.

La marmellata di elezione è quella di visciole, una sorta di amarene dell’ Italia centrale. In alternativa la marmellata di amarene o quella che più vi aggrada.

Aggiungo, in questo caso, al contrario di quanto detto sino ad ora, un pò di dosi sono necessarie.

INGREDIENTI:

farina doppio zero – 400 grammi

zucchero semolato – il tipo ultrafine, zefiro, sarebbe meglio, 150 grammi

burro – meglio se di panna fresca, 125 grammi

uova – 4 uova, due intere e due tuorli

marmellata – un vasetto

estratto di rum – o direttamente un pò di liquore

lievito vanigliato – mezza bustina

limone.

Mescolate farina, zucchero e la mezza bustina di lievito. Aggiungete le uova, la scorza grattuggiata del limone, ed il burro ammorbidito a temperatura ambiente.

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Impastate sino ad ottenere una palla di pasta frolla, lucida e morbida.

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Amalgamate alla marmellata il succo di mezzo limone e mezza fialetta di estratto di rum. In alternativa  mezzo bicchierino di liquore.

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Imburrate ed infarinate una teglia per crostata.

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Ricoprite lo stampo con la pasta frolla, serbandone una piccola quantità per le fettucce a coprire.

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Bucherellate il fondo e stendete la marmellata.

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Formate su una spianatoia infarinata dei tuboli che schiacecrete delicatamente con un pugno. Trasportate sulla crostata ed adagiatele sopra ad “X”. Infine adagiate lungo il bordo una fettuccia unica e schiacciate con una forchetta ottenendo un effetto a raggiera.

Infornate a 200°C  in forno statico a metà del forno per 30 minuti. Sfornate e spennelate con uovo sbattuto se vi piace l’ effetto lucido.

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Buon appetito.

Fabio

SPADELLATA DI SALSICCIA

Uno dei prodotti tipici calabresi più delizioso è la salsiccia, quella che, a seconda delle possibilità, si fa stagionare per ottenere la classica salsiccia da affettare, o si compera cruda dal macellaio per cuocerla al forno, sulla griglia o in casseruola. A differenza delle salsicce del resto d’ Italia, la salsiccia calabrese è rossa e non bianca. Può essere piccante o dolce in quanto, il colore rosso non è dato dal peperoncino piccante ma dalla paprika dolce, poi a seconda che si aggiunga o meno il peperoncino piccante si ha come risultato finale una salsiccia dolce o piccante, appunto. Il problema della salsiccia fresca è che, per via del fatto che si tratta di carne cruda, non riesce a valicare i confini della Calabria, ahimè.

L’ alternativa, conoscendo la ricetta, è farsele in casa, ma per dare la forma della salsiccia occorre il budellino, di difficile reperibilità. Ma c’è ancora un’ alternativa per riuscire a gustare questo piatto in qualunque parte del mondo ci si trovi. Quando i contadini preparavano le salsicce, prima di insaccarle assaggiavano l’ impasto saltandolo in padella con un filo d’ olio… quindi avrete già capito, si prepara l’ impasto e poi si soffrigge per gustarlo con del pane casereccio.

La preparazione è semplicissima.

INGREDIENTI:

spezzatino di maiale – misto e anche con parti grasse

parika dolce – peperoncino dolce macinato

sale – fino

semi di finocchi – secco

aglio – uno spicchio secco (ozionale)

vino rosso – da tavola, trattandosi di Calabria direi un Cirò

olio extravergine di oliva – gusto deciso.

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Prendete lo spezzatino di maiale o le varie parti e riducete il tutto in cubettini molto piccoli.

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Salate, cospargente di paprika dolce fino a che il colore risulti di un rosso acceso.. ce ne vorrà molta , se gradite strizzateci dentro uno spicchio di aglio e aggiungete semi di finocchio.

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Mescolate ed impastate tutto con vino rosso, fino a quando la carne lo assorbe.

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Lasciate riposare l’ impasto per qualche ora poi, o riempite dei budellini se li avete o, scaldate in una padella un filo di olio e fate rosolare l’ impasto fino a cottura.

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Accompagnate con fette di pane casereccio, magari leggermente tostate.

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Buon appetito.

Fabio

PARMIGIANELLA

Premetto che a volte le foto, fatte in tutta fretta, anche perchè oltre a cucinare devo anche mangiare… e torno a casa tardi 🙂 Non fanno giustizia ad alcuni tra i piatti proposti. E’ questo il caso, in cui la foto non rende la bontà di questo velocissimo piatto, pensato e realizzato in pochissimo tempo.

INGREDIENTI:

melanzane – nere, del tipo lungo.

mozzarella – ne esiste un tipo nuovo, un pò allungato, specifico per cucinare.

passata di pomodoro – rustica.

aglio – secco e privato del germoglio.

basilico – fresco.

olio extravergine di oliva – gusto deciso.

sale – sale 🙂

formaggio parmigiano – grattugiato.

pepe nero – macinato, se di vostro gradimento.

Lavate le melanzane, tagliatele a fette spesse mezzo centimetro, salatele e disponetele in un colapasta.

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Applicate un piatto, di diametro più piccolo di quello del colapasta, e poggiatevi sopra un peso. (Io uso la mia “cuticchia”)

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Nel frattempo preparate un sugo di pomodoro all’ aglio e basilico.

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Prelevate le melanzane e adagiatene una prima fetta su una placca da forno, foderata con carta forno, e leggermente unta con olio di oliva extravergine. A strati aggiungete: il sugo di pomodoro, del formaggio parmigiano,  precedentemente miscelato con poco pepe nero, ed una fetta di mozzarella.

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Ricostruite la melanzana.

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Aggiungete un filo di olio ed infornate a 200°C per almeno 45 minuti.

Lasciate intiepidire, per poter sformare con facilità, impiattate e buon appetito.

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Fabio

PURE’ DI DRAGO (GUACAMOLE)

Freschissima insalata al cucchiaio a base di avocado. Di origine messicana, la guacamola è una purea di avocado, contenenti vari aromi/spezie, addizionata di cubetti di pomodoro fresco e da accompagnare con i nachos, triangolini di grano, fritti o al forno.

INGREDIENTI:

avocado – del tipo verde o marrone, l’essenziale è che sia morbido al punto giusto, da poter essere ridotto in purea semplicemente utilizzando una forchetta.

aglio – uno spicchio spremuto e senza germoglio.

pomodoro – tipo insalataro, maturo ben turgido.

lime – verdissimo. Il limone tropicale. E’ un ingrediente essenziale e non è sostituibile con il limone. I due agrumi hanno sì in comune il gusto aspro, ma l’aroma del lime è del tutto differente rispetto al nostro limone. Questo ingrediente essendo anche antiossidante manterrà la guacamole di un bel verde brillante.

tabasco – rosso.

salsa worcester.

sale.

pepe – macinato, se vi gusta.

Sbucciate l’avocado, riducetelo in cubetti e trasferitelo in un piatto. Con una forchetta ben robusta riducete l’ avocado in poltiglia, non siate pigri, il risultato finale deve essere una purea omogenea.

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Condite con tabasco, sale, pepe e salsa worcester ed il succo di un lime.

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Mescolate facendo ben incorporare tutti gli ingredienti. Terminata questa operazione riducete il pomodoro in cubetti , scartando la polpa contenente i semi. e lasciatelo sgocciolare.

Incorporate i cubetti di pomodoro ben scolati, mescolate.T

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trasferite in una ciotola, decorate e servite. Non dimenticate i nachos.

Io adoro mangiarlo con un tocco di calabresità… le olive al forno (olive “toste”).

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Fabio

ZUPPA DI PESCE FAST FOOD

Se non avete voglia di spignattare per ore e di spinare il pesce dopo la cottura, come si usa fare per le classiche zuppe, ma avete comunque voglia di gustare una zuppa di pesce,  questa è la ricetta che fa per voi 🙂

INGREDIENTI:

pesce – del tipo senza spine, tipo spinarolo, coda di rospo, rana pescatrice, persico. O se trovate i filetti potete utilizzare i classici e più gustosi pesci da zuppa, tipo gallinella, triglie, scorfano.

crostacei – manzancolle, scampi, gamberoni, cicale.

molluschi – cozze, vongole, fasolari, cannolicchi, seppie, totani calamari, polipetti.

Ovviamente potete fare una selezione, in base a quello che trovate.

olio extravergine di oliva.

aglio.

prezzemolo.

cipollotti – bianchi, freschi.

sedano – verde, proprio un’ idea.

vino bianco – secco.

passata di pomodoro – liscia, non rustica.

concentrato di pomodoro – triplo.

pane – tipo compatto, di grano duro, del tipo meridionale, io sono un fan del pane “antenna” che si trova alla coop, almeno a Milano. Deve essere adatto per essere tostato.

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Pulite bene il pesce e riducetelo in pezzi.

Aprite i molluschi scaldandoli a fiamma bassa, in un tegame coperto, senza nessun condimento. Mettete da parte dopo aver eliminato una delle due metà delle conchiglie.

Sgusciate i crostacei ed eliminate, se presente, il budellino sabbioso.

Spellate totani, calamiri e polipetti, tagliate ad anelli la parte superiore e lasciate interi i tentacolini.

In un capiente tegame lasciate dorare aglio e cipollotto in olio extravergine di oliva, con sedano e peperoncino.

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Eliminate l’aglio ed aggiungete la passata, il sale  ed il concentrato di pomodoro, il prezzemolo. Fate andare per un pò quindi aggiungete il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, aggiungete acqua e portate nuovamente a bollore.

Quando questa base è pronta e ancora ben liquida, aggiungete i pesci, in sequenza in base al loro tempo di cottura. La fiamma sarà sempre molto bassa. Più cuocete  a fiamma bassa più il risultato sarà gustoso.

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Lasciate cuocere sino a quando il sugo non avrà assunto una certa densità.

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Accompagnate la zuppa impiattata con fette di pane abbrustolito, magari leggermente sfregate con dell’ aglio.

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Fabio